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sabato 30 ottobre 2010

Prince of Persia - Recensione




Film carino che traspone il famoso gioco sul grande schermo.
Il protagonista figlio adottivo di un grande re, amato dai fratellastri e stimato dal popolo, si ritrova accusato di aver ucciso l'adorato padre. Per questo motivo scappa e con la compagnia di una fascinosa principessa di uno stato appena conquistato cerca di riottenere la propria dignità. Nel frattempo scopre che il pugnale che ha ricevuto come bottino di guerra è in grado di far tornare indietro il tempo.
La trama è orchestrata bene e si lascia seguire con facilità, risulta prevedibile, ma non troppo banale. Attori all'altezza della pellicola e decorosi. Leggermente stucchevoli i dialoghi e le scaramucce tra i due protagonisti.
Sufficiente

lunedì 5 luglio 2010

Warehouse 13 serie TV - Recensione


L'umanità è più geniale di quanto si pensi e vive in um mondo pieno di mistero, novità e pericoli. Per questo motivo è stato istituito un dipartimento segreto dell'FBI il cui compito è proprio quello di trovare e mettere in sicurezza gli artefatti costruiti da straordinari scienziati, uomini di cultura, distillati di culture religiose o quant'altro.
La messa in sicurezza prevede lo stivaggio di questi oggetti nel magazzino 13 ( Warehouse 13 appunto). Come nota di colore occorre specificare che gli altri 12 sono andati distrutti a causa dell'attività dei medesimi artefatti.
I protagonisti sono due agenti dell'FBI che vengono cooptati e obbligati a prestare servizio per la struttura persso cui trovano . Ovviamente hanno carattere e caratteristiche opposte e ciò permette loro di trovare la soluzione alle attività sempre diverse di artefatti più o meno  sconosciuti.
Qualche episodio è un po' banale ma c'è una lunga sottotrama che ha il suo punto di tensione proprio alla fine della prima serie che lascia tutto in sospeso. Il tono non è certo stile x-file ma è molto più sciolto e disinvolto e non punta all'atmosfera ma alle idee.
La serie ha un gusto un po' steampunk ma è comunque simpatica e permette di indagare e sfruttare ogni ansa della scienza e della cultura. Speriamo che la seconda serie sia supportata a dovere.
Cautamente consigliata



giovedì 3 giugno 2010

Misure straordinarie - Recensione



La storia è tratta da una vicenda vera. Un padre (Brendan Fraser) con figli affetti da una rara malattia è costretto a cercare aiuto per smuovere il mondo della ricerca. Il rapporto tra il ricercatore geniale (Harrison Ford) e il genitore procede tra alti e bassi ma la stima tra loro cresce nonostante il ruolo di genitore e la volontà di cercare una cura ai figli influenzi non poco la trasparenza del loro rapporto.
Fortunatamente la realtà e la vicenda ha un lieto fine.
Film asciutto vibrante che forse gioca un po' troppo sulla vicenda emotivamente toccante. Film comunque non sgradevole.






lunedì 3 maggio 2010

Matrimoni e altri disastri - Recensione



Film sulla vita di una "libraia", sulle sue speranze e sulle sue illusioni. Una Magherita Buy davvero molto intensa e credibile svolge la trama tenendo banco e valorizzando la trama.
Film che avrei giudicato molto carino solo se non fossero intervenuti gli ultimi quindici minuti di banalità e appiattimento stile "così fan tutte".
Ciò ha causato un repentino cambio di valutazione dell'opera fino ad allora consigliatissima, poi tristemente scialba e già masticata.
L'ottima prestazione della protagonista gettata alle ortiche ad opera della sceneggiatura.
Evitabile



martedì 27 aprile 2010

Sanctuary - Recensione



Serie televisiva nata da una idea del web, Sanctuary narra le imprese di Helen Magnus (Amanda Tapping) e altri suoi pari, intenta a salvare i diversi.
infatti la natura è molto più prodiga di risorse e tentativi evolutivi di quanto la gente normale comunemente pensi, sicché nella dimora "Sanctuary" appunto viene dato loro rifugio e riparo.
Le vicende si soffermano sulle problematiche della diversità come ricchezza e valore oppure come pericolo e problema, soffermandosi talvolta sul passato e i rapporti tra mito e realtà oppure tra leggende metropolitane ed evidenz altre nel rapporto e svilupo psicologico tra i personaggi.
La serie (di cui stanno girando al terza stagione) ha un suo fascino tra il romantico, x-files e indiana Jones; tuttavia talvolta le scarse risorse si riverberano in effetti speciali grossolani oppure in scenografie non sempre credibili.
Nel complesso serie carina con qualità altalenante della seneggiatura. continuerò a guardarla anche a causa dell'ambientazione che reputo affascinate

mercoledì 14 aprile 2010

Dragontrainer - Recensione



Dragon Trainer è un film carino che abbraccia i classici temi della differenza generazionale e dell'identità declinati in maniera originale solo grazie al mondo in cui sono inseriti.
Il protagonista, lungi dall'essere il classico vichingo barbuto e forzuto cerca un modo per essere accettato dalla sua gente che invece altro non vuole che sia il giovane ad adattarsi alle loro aspettative.
In questo contesto il curioso e brillante protagonista riesce a entrare in contatto non mortale con un drago. Da qui la scoperta, attroverso l'amicizia con la creature, di un mondo nuovo e diverso da quello che sempre gli è stato presentato.
Situazioni divertenti e un tratto molto cartonesco danno parecchio brio al film.
Non ancora consigliato ma sicuramente più che decoroso.
Ultima nota: forse non conviene la visione in 3D del film, nonostatnte qualche scena spettacolare di volo il valore aggiunto non è significativo.


sabato 27 marzo 2010

Invictus - Recensione



Un occhio speciale puntato sul neoeletto presidente Mandela e sul capitano della squadra di rugby nazionale racconta la storia recente del Sudafrica.
Per entrambi è necessario dimostrare il proprio valore e ciascuno con l'aiuto e l'esempio dell'altro riuscirà ad ottenere un passo in avanti in questa direzione.
Il film è molto lineare e scorrevole il vero brivido è rappresentato, non tanto dalla vicenda in sé, ma dalla consapevolezza propria dello spettatore accorto, che quanto sta vedendo è davvero accaduto e che il protagonista è riuscito ad essere "sereno" e lucido nonostante tutti gli anni di privazioni cui è stato sottoposto.
Storicamente importante, ma come film non certo imperdibile.


domenica 21 marzo 2010

Genitori e figli : agitare prima dell'uso - Recensione



Un film di Giovanni Veronesi che racconta con intrecci vari le vicende di due ragazzi e dei loro rapporti con i rispettivi genitori che sono tratteggiati con i loro pregi e i loro difetti.
I giovani come naturale vivono le loro paure e speranze in modo totalizzante e sovente hanno poco orecchio per i consigli di genitori comunque distratti o non adeguatamente, nonostante le buone intenzioni, comunicativi.
Un film fortunatamente non manicheo gradevole anche se leggermente sopra le righe, soprattutto nella recitazione del ragazzo.
I protagonisti spesso vivono le loro vicende e il mondo in modo esasperato e forse questo non rende corale la vicenda ma solo tanti pezzi uniti da uno scorrere comune.


sabato 30 gennaio 2010

La battaglia dei tre Regni - Recensione



Il primo ministro Cho Cho costringe l'imperatore a muovere guerra contro i regni del Sud. Tuttavia questi riescono a trovare un accordo e ad unirsi per fornteggiare le immense armate del primo ministro.
La storia prosegue lineare ma affascinante con una coralità di personaggi che contribuiscono a formare un corpus solido come base per l'impresa che i nostri meridionali eroi  si apprestano compiere.
Tattiche astute, strategie ardite, conoscenza del territorio e del clima, coraggio e abilità individuali nonché lealtà  diffusa verso la propria patria contribuiranno a fermare l'invasore presso le Scogliere Rosse.

Le scende delle battaglie sono molto dinamiche e piene d'azione come da vocazione del regista, ma in questo film si riesce ad intravvedere anche qualche tocco di cultura orientale.
Piacevole


giovedì 21 gennaio 2010

AVATAR - Recensione


Questo film era atteso da parecchi anni e non solo in ragione del fatto che l'ultmo film di questo regista è stato nelle sale quattordici anni fa, ma anche grazie al tamtam di notizie e indiscrezioni che ad arte sono state fatte trapelare al grande pubblico.
in definitiva questo film mi è piaciuto ma con alcune precisazioni.

La prima e più importante a mio avviso risiede nella banalità della storia. Purtroppo sapeva di già visto e masticato: il protagonista che si ravvede e dice "Ora è tutto diverso, ora ti amo!" è molto vintage (nel senso di usurata), il mito del buon selvaggio, l'invidia della seconda scelta e soprattutto il tema dell'eletto vero e proprio deus ex machina motore della vicenda smorzano l'entusiasmo per questo film.

La seconda forse è personale: tra le varie comunicazioni arrivate a noi miseri spettatori putativi vi era l'affermazione che in dieci anni di rimaneggiamenti gli autori, tra cui in primis il regista Cameron, erano riusciti a creare un ambiente percepibile come alieno eppure coerente con se stesso e credibile. Ebbene a parte un po' di luminescenza notturna e le sei zampe comuni a tutti gli animali, io ho visto poco di davvero alieno degno di dieci anni di ricerca di idee.

Ma sicuramente punto di forza di Cameron è saper raccontare una storia e sapere coinvolgere lo spettatore. E di questo beneficia ottimamente il film.
Inoltre il 3D è un ulteriore spinta poiché rende bene le vicende aeree er arboree.

In definitiva non è un capolavoro ma un prodotto ottimo che vale al pena vedere.


mercoledì 13 gennaio 2010

Piovono polpette - Recensione



Un divertente film dalla morale scontata ma con molte trovate simpatiche che più di una risata è riuscito a suscitare.
Flint è il classico secchione geniale e pasticcione che ovvimente gode di pessima reputazione tra i suoi isolani. L'isola su cui abita, nelle cartine topografiche solitamente nascosta dalla "A" di Atlantico era, una volta, la principale produttrice di sardine.
Ora l'isola ha problemi in ragione del fatto che nessunno vuole più le sardine e Flint cerca di rimediare a questa situazione con la genialità e la goffaggine che lo rendono unico.
Il film ripeto è divertente alcune trovate narrative originali, personaggi secondari spassosi e un taglio alla narrazione divertito lo rendono a mio avviso consigliabile.

giovedì 19 novembre 2009

Nemico pubblico - Recensione



Sento la necessità di esprimere la sensazione di sgradevolezza che la visione di questo film mi ha suscitato. So di molte lodi tessute circa questo film che narra la storia di Dillinger il famoso criminale americano, dall'apice al suo epilogo. Tuttavia non riesco a trovare nulla cui dare il mio plasuo in questa opera se non un leggero risollevarsi della stessa, solo a causa dell bravura di Deep, nel finale.

In ragione del fatto che è una storia vera non è possibile criticare la trama abbastanza prevedibile ma sicuramente non è un punto di forza del film. Ma inoltre non è possibile tacere il fatto che i dialoghi siano al limite del caricaturale se non oltre.
Inoltre se Deep è credibile nell'interpretare il cirminale che cerca di vivere all'insegna del tutto e subito, Christian Bale, che interpreta il poliziotto federale, antagonista di Dillinger è pressoché ridicolo nella sua totale inespressività. Di lui è più esprsesiva anche maschera di Batman anche se lasciata su una polverosa mensola in cantina.  E non viene aiutato neanche dalla Cotillard donna di cui si innamora il gangster. Anch'essa non degna di nota neanche nel suo mostrare il suo rotondo mento a patata.

Anche la regia ha inserti fastidiosi di telecamera a mano della durata di qualche secondo e hanno la straordinaria facolta di rendere sgradevole anche la visione di qualche scena un po' movimentata.

I temi AMORE, MORTE, VITA alla fine viengono relegati al ruolo di deus ex machina per risollevare un finale altrimenti tristemente prevedibile  Il tutto comunque solo con l'aiuto di un grande del cinema come Clark Gable.

Un film che mi ha trasmesso poco se non disappunto per averlo scelto.


giovedì 12 novembre 2009

Parnassus l'Uomo Che Voleva Ingannare Il Diavolo - Recensione



Terry Gilliam ha una capacità immensa di ricreare visivamente un mondo "altro". Tanto che il mondo figlio della sua immaginazione prende piano piano corpo e sostanza fino quasi a diventare un figlio e a sfuggire di mano al suo creatore quasi il regista stesso fosse un novello Frankenstein e i suoi film una volta completati fossero creature autonome.

Allo stesso modo in questo film si giunge alla fine con un senso di straniamento non interamente conducibile alla creatività immaginifica del regista, ma direttamente imputabile alla storia. Come un padre cerca indirizzare il figlio verso una strada che reputa opportuna ma che si scontra con la volontà o cocciutaggine del figlio, così anche questo film ha il sapore di un bersaglio mancato. Ma ciò di per sè non è negativo.

Infatti la distanza dal bersaglio come si potrebbe intendere dalle premesse della narrazione, sebbene sia forse parzialmente riconducibile alla prematura morte di uno dei protagonisti, evento che ha costretto il regista a porre rimedio scritturando altre tre attori, sembra anche voluta.

Il film, riecheggiando Goethe e il suo faust, narra di Parnassus, un monaco che ricevette dal diavolo, chiamato Mr. Nick, l'immortalità. Tuttavia per vicende varie, l'anima di sua figlia al compimento del sedicesimo compleanno dovrà essere di propiretà di quest'ultmo.

Parnassus vive in una specie di carrozza trainata da cavalli molto pittoresca in stile gitano - corte dei mircoli e mette in scena un suo spettacolo con l'aiuto della figlia, di un nano e di un altro attore. Lo spettacolo un po' sgangherato ruota attorno ad uno specchio attraversato il quale si entra in un mondo dominato dalla fantasia e dall'immaginazione. Una notte la figlia di Parnassus salva Tony, un uomo impiccato sotto un ponte. Parnassus decide, tra gelosie e difficoltà di affidarsi a Tony nel tentativo di riconquistare al diavolo l'anima della figlia.

Lo specchio con una fessura longitudinale, quasi indicando il pittore Fontana, è la porta del mondo dell'immaginario. E' proprio l'apertura verso un'altra dimensione.
Tuttavia l'uomo ovunque vada, perfino in un mondo chenon esiste "normalmente" porta con sé l'inquitudine e l'anelito di salvezza, ma soprattutto percepisce sempre la necessità in primis pratica; ma anche morale ed etica di compiere delle scelte che volente o nolente lo condizioneranno per il futuro.

Forse proprio questa sensazione di sospensione, di tensione verso uno scopo ( tema proprio del primo incontro tra Parnassus e Mr. Nick ) è ciò che Terry Gillim voleva trasmettere; è il segno dell'artista che con i suoi artifizi facendoci credere di aver mancato il bersaglio raggiunge un bersaglio ancora più profondo, non raccontando semplicemente quanto esposto ma facendocelo provare per vie traverse.

In poche parole non mi aspettavo quanto credo (ribadisco credo) di aver capito del film, sicché non mi ha entusismato, ma provo ammirazione per le capacità che sempre emergono del regista.

giovedì 22 ottobre 2009

Bastardi senza gloria - Recensione



Quentin Tarantino confeziona un film di guerra, spionaggio e vendetta utilizzando poche scene d'azione, ma intessendo una trama densa con dialoghi efficacissimi, pungenti e pieni di tensione e suspance.
La vicenda si svolge in Francia durante l'occupazione tedesca e ha vari protagonisti a causa delle classiche storie parallele che solo verso il finale si intrecciano in perfetto stile Tarantino.

I dialoghi sono curatissimi e sempre creano l'atmosfera giusta mostrandosi fondamentali per la prosecuzione del film e la conduzione delle emozioni dello spettatore verso il climax finale.
Mirabile, oltre alla bellezza di Diane Kruger, l'abilità di Christoph Waltz che interpreta il Colonnello delle SS Hans Landa con un misto di acume, crudeltà, perspicacia, ottusità, educazione e decoro stupefacientemente credibili.

Il film mostra i molti lati emergenti nell'uomo durante periodi difficili o travagliati, sottolineando a volte la crudeltà (qualche scena esplicita), altre la vendetta, altre semplicemente la voglia di agire, la vanagloria, la speranza di gioire.

Il film non è assolutamente un film storico giacché volutamente prende sentieri altri rispetto al dato reale, ma la vicenda è solo un pretesto per raccontare ( e raccontare bene ) cosa poteva succedere in situazioni analoghe con quei protagonisti.

Ciò non mi ha disturbato affatto né mi ha fatto sorgere dubbi sulle intenzioni eventualmentee politiche della produzione ma anzi rende più libero a mio avviso il regista di analizzare e raccontare senza paura di sporcare i ricordi e sentimenti altrui.
Consigliato

sabato 17 ottobre 2009

UP - Recensione



Un bambino timido, grande ammiratore dell'eroe esploratore del tempo, conosce una sua coetanea, anche lei aspirante esploratrice, molto più dimanica di lui. Da questo incontro nasce una storia d'amore. E per questo amore il nostro vecchiettino in pensione, rimasto oramai solo e messo alle strette da operatori immobiliari, cambia atteggiamento e decide di realizzare il sogno del loro matrimonio: abitare sulle favolose Cascate Paradiso.
Per questo organizza casa e utilizzando i suoi strumenti di lavoro fa volare la sua abitazione.
Ma in questo volo si intromette un bimbo aspirante giovanemarmotta-esploratore con il desiderio di aiutare una persona anziana a fare qualcosa.

Da queste premesse si sviluppa una storia dinamica piena di azione, esilarante e coinvolgente, con buoni sentimenti espressi con poesia e grazia.
Un bellissimo cartone con tormentoni e personaggi simpatici, cani parlanti mediante collari tecnologici e uccelli giganti in tecnicolor.

Una bellissima esperienza che mette giustamente in luce le conseguenze di una verità negata e l'enorme forza di un amore sincero.
Consigliatissimo


giovedì 1 ottobre 2009

District 9 - Recensione


District 9 è un film di fantascienza abbastanza originale. Gli alieni, infatti, non si palesano nelle classiche metropoli ma in Sud Africa. Il motivo per cui si manifestano sopra Johannesburg  rimane un mistero ma quello che si scopre presto è che non sono in grado di ripartire e che sono allo stremo delle forze.
La situazione viene gestita dapprima come una emergenza sanitaria-"umanitaria", successivamente col passare degli anni (venti), come se gli alieni fossero immigrati clandestini con tanto di distretto (ghetto) a loro dedicato.

In questa situazione di totale inibizione (anche per genereare dei piccoli gli alieni sono costretti ad ottenere un permesso speciale) vi è un degrado degli ospiti tanto che quasi tutti perdono il senso delle gerarchie e relazioni sociali anche tra di loro, vengono anche spregiativamente chiamati "gamberoni",  nonché attribuito loro ogni sorta di potere negativo.
Anche il fatto di avere tradizioni e gusti diversi, che ad esempio li porta a desiderare  ossessivamente il cibo per gatti, contribuisce a farli considerare delle cose da organizzare e gestire.
In tutto questo la ricerca sulla tecnologia extraterrestre ha la propria influenza.

Sicché a causa del loro aumento di numero l'agenzia deputata al controllo dei "non umani" su pressione politica decide di spostarli da quella che è diventata una baraccopoli in mano alla criminalità umana verso una nuova destinazione più controllabile.
Il protagonista umano della storia è appunto il responsabile dello sfratto di un milione e mezzo di "non umani".

La vicenda permette quindi uno scambio di ruoli anche se non totale tra i protagonisti e questo alternarsi di punti di vista crea un interessante luce nuova su problemi classici della diversità e dell'uguaglianza nonché della possibilità di quest'ultima.

Il film dapprima è girato come documentario dello sfratto dei gamberoni, quindi con telecamera a mano, durante le operazioni al distretto 9, poi però anche se il documentario prende un altro percorso e altri protagonisti rimane ugualemente con lo stesso sitle. Ciò mi ha causato una visione sofferente del film alla ricerca di un punto stabile dello schermo su cui mettere a fuoco le immagini.

Nonostante non riservi clamorosi colpi di scena è piacevole e fresco anche se in alcune inquadrature alcuni particolari risultano un po' pesanti per i delicati di stomaco.
Ovviamente non posso dire di più sulla trama ma solo che mi è moderatamente piaciuto.


martedì 7 luglio 2009

Transformer 2 - Recensione


La mia infanzia non è stata costellata di robot in crisi di identità, tuttavia il giocattolone cinematografico era un appuntamento che non volevo perdere, un po' anche per verificare le capacità recitative della protagonista femminile, un po' ver vedere se gli sceneggiatori riuscivano a costruire qualcosa di decoroso che superasse gli stereotipi propri di una puntata del cartone animato.

Anche stavolta sono un po' stato deluso.
Il film è un semplice "scappa-fugginasconditi-e salva il mondo nonostante tutte le difficoltà". Gli effetti speciali sono davvero notevoli e rendono bene le diversità tra uomini e macchine...
Ma la pochezza dei dialoghi e dei personaggi, alcuni dei quali sembrano essere davvero superflui e inutili, nonché troppe trovate senza spiegazione logica alcuna  hanno indotto a compiacermi del fatto che la mia memoria è scevra da ogni elemento proprio dei Transformer.

Unici motivi per vedere il film sono visivi, tra cui si annoverano gli effetti speciali.

Solo per puri appassionati disposti a sorvolare  sulla ( ignorare la ) trama.






domenica 17 maggio 2009

Angeli e demoni - recensione



A causa di tutte le polemiche emerse a seguito del libro e del film sul codice da vinci. Avevo deciso di non procedere alla sua visione...
Malauguratamente ho pensato che i tempi fossero maturi per la visione di questo altro lavoro di Dan Brown.

Francamente sono rimasto molto deluso sotto vari punti di vista.
In merito alla recitazione dei protagonisti, in ragione del fatto che è sostanzialmente un thriller d'azione, nulla si può dire circa la profondità degli attori nel senso che nel film non vi è spazio per una introspezione dei personaggi, di Tom Hanks come di tutti gli altri.
Il film tiene molto alta la tensione e il ritmo ma non la suspense. Spesso la trama è prevedibile e scontata, come tutti gli indizi che portano ad un sospettato.
Poi circa la credibilità della vicenda, pur accettando la sospensione dell'incredulità in merito alle sette degli Illuminati e ai testi nascosti, sembra che i protagonisti abbiano davvero il teletrasporto e riescano a spostarsi per la città eterna in un batter d'occhio. Ciò è riscontrabile sia dallo spettatore che conosce Roma sia da quello che non la conosce ma che è attento alla vicenda raccontata nel film e alle informazioni da esso fornite.
Forse il tipo di film, prodotto a mio avviso esclusivamente per esigenze di cassetta, non aveva neanche la pretesa di essere credibile ( suggerisco a seguito dello stesso testo da cui è tratto ) ma in ogni caso considero inaccettabile una dose così massiccia di superficialità da una megaproduzione di Hollywood.
Ci sono altri errori di questo tipo e secondo me anche un percorso psicologico del "cattivo" assolutamente forzato che fa scemare ogni residuo dubbio sul film.
A seguito dell'ingaggio ottenuto dal regista Ron Howard e da Tom Hanks forse dopo questo film andranno beatamente in pensione... Per evitare che due bravi artisti abbandonino l'attività troppo presto a causa di quel senso di sazietà che gli incassi di questo film possono portare loro..., evitate di andar a guardare questo film.

lunedì 11 maggio 2009

Star Trek - Recensione


Fa sempre piacere rivedere personaggi amati e storie che ti hanno coinvolto quando eri in terera età. Tuttavia capita di assistere, a causa della povertà di idee dell'industria cinematografica, a rivisitazioni e remake che non fanno altro che imbruttire quello che di buono aveva l'originale e appassire il gusto e il piacere che avevi nel fruire dell'originale stesso.

Ho inizato a vedere Star Trek per mezzo della serie "originale" con Spak (con la A) e Kirk e gli altri. Poi appena cresciuto un po' ho visto Next Generation molti episodi del quale sono ancora molto presenti e vividi nella mia memoria nonché di gran lunga preferiti a quelli classici.

Temevo che questo film fosse soltanto l'ennesimo tentativo di riproporre gadget e magliette alle nuove generazioni o a quelle più datate maggiormente coinvolte ( o invasate ).
Invece è un bel film che tiene lo spettatore incollato allo schermo.

La vicenda, che rappresenta un nuovo inizio, scorre abbastanza liscia sia per chi ha un retroterra di conoscenze trekkiane ( per cui potrà apprezzare le differenze) sia per i neofiti.
Se vogliamo escludere due elementi accettabili solo con una grossa e fiduciosa "sospensione dell'incredulità" ( cioè la causa per cui il nemico dei nostri beniamini arriva fino a loro e il permesso concesso a kirk di rimanere a bordo dell'astronave e di poter parlare nonostante sia una nave militare e lui praticamente un clandestino ) il film ritraccia caratteri ed esperienze e vicende del mondo tutto riplasmandolo e tessendolo per nuovi episodi.

Il tessuto risultante è molto piacevole e permette di concedersi un po' di speranza per eventuali  nuovi episodi ugualmente interessanti

Gli attori sono sempre credibili e molto somiglianti ai loro alter ego "cresciuti".
Piacevole anche, come sempre, l'attenzione prestata per il design al fine di dare un "gusto" definito e particolare ad ogni cultura e tempo.

Azzeccato anche il design e gli interni della nave del "cattivo": scopi diversi forma e interni diversi!
Consigliato

martedì 24 marzo 2009

La Matassa - Recensione


Due cugini sono divisi per oltre venti anni da liti apparenenti ai loro ascendenti. Tuttavia la morte del padre di uno dei due e la goffaggine dell'altro, li porta, per vie tortuose, a riavvicinarsi.

Uno vive quasi di espedienti trovando mariti vecchi e malati per immigrate in cerca di cittadinanza,  l'altro eredita un albergo malandato.
Sicché i problemi con parenti scontenti di nubende straniere "costringono" Ficarra ad imbrogli a danno del cugino credulone.
Infine malintesi coi mafiosi locali portano a scene comiche.

Il film è gradevole purtroppo alcune gags sanno di già visto ma in compenso la rappresentazione dei mafiosi, ma soprattutto di uno, è esilarante.
Ficarra e Picone tratteggiano una commedia degli equivoci e delle piccole bassezze umane riscattate da un senso di pietà e affetto famigliare che alla fine trava la sua strada attraverso le vicissitudini quotidiane.

Tuttavia non si può tacere che praticamente tutti i personaggi hanno una forte nota caricaturale.

Per una serata divertente