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lunedì 17 settembre 2007

Parole chiare

Una parola che si sente dire non solo dalla gente "comune", ma purtroppo anche dai giornalisti, è inquietante.
Oramai la povertà di linguaggio e di vocabolario di chi per mestiere (non per maestria) lavora con le parole è imbarazzante... ops inquietante.
Forse per utilizzare forme verbali riconoscibili (alias che non riescano ad accendere il cervello di chi le ascolta), forse per un abuso di slogan o di frasi fatte (alias parole che non possano accendere il cervello di chi le ascolta) o forse per una male appresa arte della retorica, il vocabolario della lingua italiana è vilipeso ed offeso da una povertà figlia della pigrizia e dell'ignoranza.

Un esempio di retorica male applicata, e una figuraccia cui si poteva ovviare semplicemente capendo le parole usate, è un recente servizio televisivo che ho ascoltato.
Il discorso era incentrato sull'anniversario della morte della giornalista Oriana Fallaci.
Non credo servano parole di presentazione in merito.
Però l'autore del servizio televisivo la descrive come una testimone del nostro tempo.

Ora mi sembra proprio una frase opinabile o più precisamente sbagliata.

Non si può certo descrivere Oriana Fallaci come una impassibile macchina da presa, come una persona che semplicemente osserva e ricorda passivamente quanto le capitava di vedere e ciò a cui assisteva.
A mio avviso (di serie B), più che testimone è stata una protagonista del nostro tempo, con idee, scritti, libri, opinioni chare e sempre espressi in maniera incisiva e capace.
Quindi, per lei, testimone è, retoricamente, parzialmente riduttivo.

venerdì 3 agosto 2007

Novelli 'Odisseo' parte V

Sorpassata la forca caudina del PIC ed il susseguente attendere, nuove mirabili incombenze spettano ai Candidati.
  • Atto nono della novella Odissea:
Si attende. Le fila si ingrossano mentre i PIC si svuotano. Bene ad un cenno dei pastori la mandria si muove.
Ci fanno salire delle scale e usciamo di nuovo al sole. Nuovo padiglione e un nuovo "prato" in cui più o meno la mandria si disperde. Però, in concomitanza vengono distribuite una penna e una busta con all'interno il prestamapato delle risposte da crocettare senza (ovviamente) domande.
I più audaci sbirciando dentro la busta capiscono il numero di domande che avrà la prova.
e Il tutto mentre si ridiscendono altre scale.
E' proprio vero che i giovani di oggi sono più svegli di quelli di una volta.
  • Atto decimo della novella Odissea:
Non tutti sono così ottimisti. Solo qualcuno audace, capace invero di sbirciare il prestamapato avrebbe avuto l'ardire, il coraggio e la positività necessaria per immaginare ciò.
I nostri pastori (le hostes di questo posto sperduto chiamato fiera) ci portano ora in un nuovo prato, un nuovo angar da esplorare... e in cui attendere nuovamente.
  • Atto undecimo della novella Odissea:
Gioia della gioia ci portano in un ennesimo altro prato. Questa volta però è cosparso di sedie e tavoli...
Finalmente, è l'angar dove si svolgerà la prova.
Seduti, aspettiamo che tutto il nostro branco arrivi... e aspettiamo per una buona quarantina di minuti in cui con ondate costanti i banchi si riempivano.

Il resto è concentrazione e cronometro: meno di 40 secondi a domanda.
Il tutto nella speranza che (avendo pascolato per tutti quei prati) il compito, per il bene del concorso, non sia una conseguenza fisiologica.

martedì 31 luglio 2007

Novelli 'Odisseo' parte IV

Orbene, il viaggio alla ricerca del periplo della Speranza prosegue.
  • Atto sesto della novella Odissea:
Cercando di gestire la pazienza per inopportuni "domandatori" o mantenendo le distanze dai "motori", si cerca di capire come gli organizzatori di questo viaggio vacanza (per la verità poco spensierato) hanno organizzato il tutto.
I candidati, già divisi in scaglioni di orario, vengono ulteriormente suddivisi, sempre con criterio alfabetico, per agevolare le operazioni di identificazione. Ciò affinchè ai vari banchi non si affollino 26mila (e dico ventiseimila in senso letterale) forsennati e ansiosi candidati che agitano in aria la propria carta di identità.
Ebbene gli organizzatori hanno inventato il PIC alias la Postazione di Identificazione Candidato in corrispondenza della quale possono presentarsi solo i soggetti alfabeticamente segnalati.
In breve tempo riesco a vedere quale è il mio. Già la prima soddisfazione. Ciò rincuora circa la possibilità di svolgere un concorso fatto bene.
Nonostante la palese e totale inutilità del PIC ai fini di una buona prova o di una postazione ipoteticamente più vantaggiosa, spesso tra i candidati che ovviamente non si conoscono, avviene inspiegabilmente la seguente conversazione "Tu che PIC hai?" ... "Ah, io invece ho il numero x peccato".
Cui prodest?
  • Atto settimo della novella Odissea:
All'orario stabilito, tramite un altoparlante muto (una rarità tecnologica), viene comunicato che inizieranno le operazioni al fini di indirizzare i candidati.
E le operazioni iniziano al di là della portacarraia in fondo all'angar a sinistra.
I Candidati che mentre occupavano l'angar citato sembravano quasi speranze cui mancavano solo le ali, vengono trasformati in un attimo in una mandria di nervosi bovini.
Così, appena la porta carraia si solleva ha inizio la transumanza.
Nonostante che la porta sia larga almeno 5 metri, non è mai sembrata così inadeguata a far passare la mandria di sbuffanti candidati.
  • Atto ottavo della novella Odissea:
La Postazione di Individuazione del Candidato.
Cerchi il banco con numero PIC corrispondente al tuo. Ti rechi colà. Fornisci il tuo documento di identificazione.
Ti danno una busta, cartoncino identificativo da loro firmato, firmi anche tu, ti restituiscono documento di identità o equipollente da te precedentemente fornito...
E ben venuti in sala di aspetto.

sabato 28 luglio 2007

Novelli 'Odisseo' parte III

Già sommariamente ho dato conto delle tipologie di persone presenti. Approfondiamo quanto salta agli occhi. Ogni studente universitario ha avuto modo di osservare questi comportamenti ad ogni esame, più qualche altro non ancora annoverato.
  1. I ripassatori. Candidati che forsennatamente sfogliano le consunte (solitamente sottolineate con vari colori) fotocopie delle domande che potrebbero essere sottoposte alla prova o del libro che meglio dovrebbe preparare in base a quanto affermato dal loro amico, conoscente, parente o amico di un conoscente o parente, ma comunque genio della materia.
  2. I domandatori. Canditati che adrenalinicamente riescono a produrre una quantità incredibile di casi limite ai quali sembra che nessuno riesca a dare una risposta decorosa che ottemperi al principio x o alla direttiva y...
  3. I mimi. Candidati che stanno immobili, talvolta fumando con calma, quasi sottoposti a terapia a base di chetamina. Sguardo perso, mascella serrata e movimenti lenti.
  4. I sottotono. Candidati che sotto il peso della responsabilità non riescono ad avere una energia vitale adeguata alla situazione e si trascinano da una parte all'altra cercando di capire informazioni che involontariemante si ostinano a non sentire.
  5. I comitati. Candidati che attratti gli uni verso gli altri da spirito 'solidaristico' si riuniscono a parlare di argomenti di esame che hanno trovato difficili o più ostici, senza decenza e sincerità alcuna.
  6. I motori. Candidati che nervosissimi sfogliano i libri o gli appunti, oppure fumano con accanimento, oppure ancora parlano come avessero velocità doppia.
Altri ve ne sono, ma meno rilevanti. Ora torniamo alle stazioni della via crucis (o più aulicamente e classicamente) odissea del candidato che preferisco: me.

Novelli 'Odisseo' parte II

Il vento dell'odierno Eolo (alias la Pubblica Amministrazione bisognosa che ha indetto il nostro concorso), per mezzo del suo moderno Mercurio (la Gazzetta Ufficiale) invita i candidati a trovarsi a Roma.
Pertanto stante l'orario della prova occorre arrivare e trovare sistemazione il giorno prima.
  • Questa può essere definita come la prima stazione della via crucis del candidato, la prima disasvventura del nostro moderno Odisseo.
L'esperienza talvolta e le conoscenze talaltra aiutano a trovare un luogo decoroso dove passare la notte e un locale che fornisca per la cena cibi eduli per stomaci stressati dall'attesa.
Se così non è... ci si dovrà accontentare di un riparo equivoco o squallido e di un economico fast food con cibo non propriamente di qualità.
  • Atto secondo della novella Odissea:
Durante la notte i più fortunati sogneranno domande cui sanno rispondere, gli altri si agiteranno tormantati nel sonno da inflessibili quanto tremende maestre delle elemenatari memori di qualche pagina del sussidiario che ci si era, illo tempore, omesso di studiuare.
  • Atto terzo della novella Odissea:
Ingurgitato qualcosa per colazione, ci si dirige verso il luogo fatale. Ovviamente esso non è mai dietro l'angolo ed anzi è lontanissimo da ogni forma di civiltà. Il numero minimo di mezzi da prendere è sempre oscillante tre i 4 e i 6. Sicché è più sicuro, soprattutto per le coronarie in caso di errore di linea o di direzione, prendere un taxi.
Ovviamente occorre non por mente al cospicuo costo per salvaguardare la parvenza di autocontrollo e lucidità che devono pervenire perfettamente intatte e funzionali fino al momento della prova.
E vada per il taxi.
  • Atto quarto della novella Odissea:
Trovato l'indirizzo presso cui verrà svolto il concorso (ciò viene acclarato mediante la sibillina esclamazione del tassista : " Teh, qua c'è movimento. Phò scenne, è quil concosso), ci si addentra nella selva di "hostess" e addetti che, nonostante l'inconsapevole azione di accompagnatori che disinformano e aggrovigliano ogni scibile, dovrebbero indirizzare il candidato bulimico di informazioni.
  • Atto quinto della novella Odissea:
Ora nell'immenso padiglione, dentro cui potrebbe parcheggiare un aereo di linea anche senza retromarcia, sono accampati i candidati scanditi e ordinati da file di sedie blu o nere che si rincorrono a perdita d'occhio. Qui non c'è traccia di eco... è troppo grande infatti, sembra che la voce all'interno si perda.
Ma ciò nonostante ciò sono presenti le urla, gli schiamazzi, la gente che si sbraccia da una parte all'altra dell'immobile parlando al telefono e gridando "mi vedi? MI VEDI? SOno quello che agita il braccio!".
Sarebbe da rispondergli "E ti sento pure!".
Come per Ulisse nella terra di Ogigia occorre soffermarsi e, per distogliere il pensiero ossessivo della prova, osservare la fauna (scusate la brutalità) accampata e migrante.

giovedì 26 luglio 2007

Novelli 'Odisseo' parte I

Famoso è il richiamo che la parola concorso esercita sulle menti dei disoccupati o sottooccupati.
Pertanto, l'occasione di partecipare ad un concorso è, dai più, considerata ghiotta.
Ma a tali eventi (poiché di ciò si tratta) si unisce anche il popolo dei cercatori di possibilità, nonché quello dei verificatori di capacità. Essi sono persone che, per loro motivi, desiderano misurarsi e cimentarsi sui citati banchi di prova a prescindere dalle loro effettive necessità.
Ma ulteriormente vi è un altro popolo che affolla questi eventi: gli accompagnatori.
Padri, madri, fidanzati o fidanzate, fratelli e sorelle che supportano spiritualmente il canditato; talvolta più agitati di quest'ultimo corrono a destra e a sinistra per cercare di capire e carpire informazioni per lo più inutili al loro caro.
L'insieme di tutto ciò contribuisce a creare una frizzante atmosfera di angoscia controllata (almeno per i più), di nervosismo represso, insomma sarebbe la festa di ogni produttore di ansiolitici.
Poi si aggiunga che questi eventi si svolgono in zone sperdute delle grandi città, zone percorse solo da autostrade lontane o tangenziali e sopraelevate vicine, zone in cui, se c'è una stazione ferroviaria, non ha la bigliatteria, zone in cui, quando c'è un refolo di vento, ti immagini di vedere Clint Eastwood sbucare col suo cappellaccio e i cinturoni.
Sicché la mia ultima esperienza sarà oggetto dei prossimi interventi (sempre di serie B) su questo BLOG.



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domenica 22 luglio 2007

Un minimo di struttura

Ogni lavoro ha la sua struttura. Pertanto ritengo giusto illustrare ai numerosi frequentatori la stuttura del mio "blogico".

Gli argomenti che saranno oggetto di label e di cui quindi in senso lato mi occuperò, sono:

  • Arte
  • Autore
  • Costume
  • Lavoro
  • Luoghi
  • Morale
  • Politica
  • Psicologia
  • Recensione_film
  • Recensione_fumetto
  • Recensione_libro
  • Recensione_musica
  • Recensione_spettacolo
  • Religione
  • Tecnologia
  • Varie

Ovviamente ciascuna di queste declinate con una logica personale.

Mi riservo il diritto di aumentare le categorie a mio piacimento... quando lo riterrò opportuno.