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mercoledì 5 novembre 2008

Lucca e l'altrove

Si è appena conclusa la fiera di Lucca.
E' la più grande manifestazione relativa ai fumetti e ai giochi d'Italia, ed effettivamente è proprio un evento cui partecipano  decine di migliaia se non centinaia di migliaia di visitatori.

Osservare questo multiforme, spesso informe, popolo risulta istrutivo.

Purtoppo però talvolta si incappa in situazioni palesemente stranianti: spesso l'altrove rappresentato dai fumetti, dai giochi on line, dai gdr, dai telefilm, ecc. diventa la casa, l'abitazione in cui certe pernsone dimorano e attraveso cui leggono la realtà.

Talvolta risulta davvero penoso osservare il modo con cui certuni tributano onori a 32 pagine disegnte (con tutto rispetto per il fumetto) e da cui si aspettano novità per la propria vita..

Leggere è importante ma "cum grano salis".

Talvolta le passioni permettono aggregazine umana, simpatie e collaborazioni altre sono una sorta di panacea e condanna crudele al tempo stesso.

giovedì 6 marzo 2008

Vendetta!

So talvolta di eccedere. Talvolta sono crudele.
Forse molto più di quanto io voglia apparire.
Ma
capita di approvare con tutto se stesso, di aderire ad una scelta e ad
un proprio comportamento crudele, appunto, a causa di pregressi
atteggiamenti altrui.
Ciò anche se lo stesso comportamento è di per sè fonte di fastidio anche per l'agente.

I fatti.
Ero all'estero, ero da solo in aereo. Avevo pregustato il momento in cui, finita la parte che più mi piace (il decollo), sarei stato solo e libero di tuffarmi nel mio libro, che nella fattispecie era Tito di Gormenghast di Peake.

Vicino a me potevo vedere una poltrona vuota, bhé almeno avrei avuto un po' più di spazio. Più a sinistra era seduta una signora non proprio giovanissima, ma comunque parecchio vitale. Decollati sono passate le hostess e successivamente, rifocillato, ho aperto il mio libro con voluttà e iniziato a leggere. Ma solo iniziato.

Beata ignoranza e benedetta temperanza...

La signora al mio fianco con la scusa di riconsegnare alle hostess i bicchierini o altre evenienze, ha voluto chiedermi, nonostante i miei chiari segnali negativi di letterato in erba, cosa avevo visitato, come mi ero organizzato, con chi ero andato, come avevo trovato la città, ecc...
Oramai il piacere della lettura era svanito diminuendo come i chilometri che il velivolo macinava e inversamente al numero di domande cui ancora non avevo risposto rivoltemi dalla mia vicina.
Ho provato dopo ogni mia risposta sintetica a riproporre i segnali di "sipario" del tipo ho il libro, so leggere, ho voglia di leggere, desidererei leggere quanto ho in mano e ostento con disinvoltura, ti ho pure detto che mi piace leggere, allora lo fai apposta!
Tuttavia forse era la signora ad essere analfabeta con riguardo alla prossemica e a certi (nel senso di non isolati e di sicuri) segnali di insofferenza.
Per cui come dicevo (benedetta temperanza) mi sono trattenuto dal comunicarle concisamente, ma con un eloquio ruvido il mio crescente disappunto, anzi ho deciso semplicemente ma crudelmente di assecondarla.
L'ho ripagata con la stessa moneta!

Alla sua domanda sul mio lavoro ho esondato! Due ore e un quarto di discorso, ricco, circostanziato, particolareggiato, noioso come forse mai sono stato. Questa è la "pariglia".

Alla fine del viaggio la signora de io ci davamo del tu da amiconi. Però che dire, la soddisfazione per quel leggero bruciore alle corde vocali che mi era venuto era pari solo alla lunghezza del bottone che avevo attaccato fingendo di non accorgermi del suo libro in mano e scusandomi di essere un chiacchierone.

Ripeto che soddisfazione! W la pariglia!


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martedì 27 novembre 2007

La vanità motore mobile

Mentre stavo tornando a casa da una giornata di lavoro sono passato davanti ad un colorificio. Pennelli, tempere, colori ad olio, pastelli a cera, pastelli a creta e quant'altro ogni Leonardo sopito o Michelangelo sedato da una eccessiva dose di insufficienze scolastiche in materia, potrebbe desiderare.

La mia mente fragile di lavoro e golosa di soddisfazioni, alla vista di tali affascinanti strumenti e delle conseguenti possibilità che mi avrebbero aperto, mi lanciava nella dimensione della struggente contemplazione delle mie future opere; già vagavo per tavole perfette, per arditi cromatismi armonici, per prospettive accattivanti e momenti di grazia; insomma vagavo per le lande in cui il riconoscimento del bello passava per l'ammirazione delle mie opere. In cui anche e soprattutto IO ammiravo il bello attraverso l'ammirazione delle suddette.

Tuttavia io palesemente non so disegnare.

Ciò per mia fortuna mi fece atterrare davanti alla vetrina del colorificio. A dimostrazione delle mie abilità, basti rammentare la faccia che ho apposto sulla mia foto in questo blog. La mia piena capacità non supera in maniera significativa quella che serve per tale aggiunta.

Per cui se basta vedere un pennello e una tela per avere una nostalgia del dipingere visto come realizzazione di se e del mondo, mi domando quanto la VANITA' abbia a che fare con la ripresa economica della nostra nozione o in generale con l'economia.

Ciò tanto più vale quanto più la vanità ha capacità persuasive subdole e di mimesi strabilianti, nonché declinazioni pressoché infinite quanto spesso irregolari. Parafrasando un mio "collega" (basta avere un foglio e una penna in mano, giusto?) "Vanità il tuo nome è donna!": cioé mezzora allo specchio (nel migliori dei casi) ed è un'altra persona, un'altra tentazione un altro acquisto; come diceva Al Pacino ne "L'avvocato del diavolo" "Adoro la vanità!".




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giovedì 20 settembre 2007

Racconta tu

Ogni volta che, con animo sereno, si frequentano luoghi in cui si è a contatto con la sofferenza non si può far a meno di notare come fragile sia l'uomo. Sembra una profonda e al contempo banale considerazione, però mi pare opportuno farla ugualmente.

Mi riferisco soprattutto all'atteggiamento che spontaneo emerge tra occasionali vicini in quelle sale d'aspetto.

Ciascuno ha una storia mirabile, incredibile, ma soprattutto personale (o quasi) da raccontare: deve essere raccontata ai presenti affinché possano rimanere ammirati della fortuna dell'oratore o indignati dall'imperizia del medico sciagurato.
Tuttavia, è opportuno non essere i primi ad iniziare questa tenzone silenziosa. Infatti si assiste a brevi dialoghi di studio accorto e prudente per sondate gli uditori: frasi tipo da quanto tempo è ricoverato, o sotto cura, oggi cercano di dimettere presto, però... Oramai la tecnologia che hanno fa vedere tutto tuttavia...
A me è capitato di sentire questo dialogo:
"Si figuri che qui al pronto soccorso non si sono accorti che mi ero rotta 9 costole! Solo il giorno dopo al pronto soccorso di xx si sono accorti!"
"E a me che per sei mesi di esami non si sono accorti di un calcolo. Pensi che si vedeva soltanto se mi facevano la radiografia da disteso perché da impiedi si nascondeva sotto qualcosa!"
Io volevo dire: "Pensate che proprio oggi non si sono accorti che ero già morto!".

Ma forse ho fatto bene a tacere.

venerdì 14 settembre 2007

Turista perfetto

Ho avuto la fortuna di poter viaggiare. Sono andato in terre lontane per motivi pieni di gioia.
Come me, in giro per le strade della mia magnifica meta cittadina del 1700, vi erano altri turisti.
Sembravano super organizzati, seguivano diligentemente, come avrei fatto anch'io, la guida nei musei, nei locali, nei distributori di souvenirs.
Salivano, pecore mansuete, su tutti i pullman, carrozze o traghetti fosse previsto dal programma, riuscendo ad ottimizzare il numero di musei, palazzi, chiese o quant'altro visitati.

Tuttavia se il turista è l'ultimo residuo dell'uomo viaggiatore ed esploratore di un tempo, che incontrava nuovi popoli, che era mosso dalla curiosità, mi chiedo se quest'ultimo non sia davvero estinto.
Più che dalla curiosità mi sembrava che la pacifica orda fosse guidata da quello spirito adolescente che spronava, durante la collezione di figurine, gli accaniti a sfogliare le doppie di amici o rivali e sciorinare la famigerata litania dei célo célo manca manca.

Spero pertanto di riuscire a cogliere in me questi sintomi, quando cioé avere la foto è più importante di sapere cosa sto fotografando, o capire cosa spinse l'autore a realizzare quell'opera è più importante di dire "ci sono stato".
Spero di avere sempre la curiosità di capire.
Quanto poi ad incontrare un popolo diverso dal mio,... bhé spero di aver la pazienza e il buon gusto di incontrare le persone.

La foto si riferisce ad un affresco di una villa poco conosciuta e ancor meno frequentata da turisti: célo!! Io ci sono stato :)

venerdì 10 agosto 2007

Temporale

Pensieri sparsi senza confronto con la realtà.

Chissà cosa pensavano gli antichi dei temporali.
Chissà cosa ne pensavano sul serio, fuori dai miti, cioé.
Chissà se essi, quando sentivano rimbombare tutto il cielo e la terra, si rasserenavano pensando "Ma tanto è solo Zeus!" oppure "Lasciamo che Thor si sfoghi!".

La boria tecnologica spesso esce sconfitta, invece, dalle varie manifestazioni tanto visibili e scientificamente capite e riproducibili, quanto emotivamente significative.

Nessuna equazione di Maxwell o simile, per quanto intellettualmente stimolante (per chi no conosce) avrà lo stesso diretto impatto sulla persona.

La verità è che questi fenomeni hanno perso solo la loro antica aura magica e tuttavia conservano appieno (cosa forse più mirabile nella epoca dei guardoni) la loro capacità di rapire l'occhio, meravigliare, turbare la mente, affascinre, riempire i polmoni e stupire.

Chissà se i miti da sempre nascondono l'invidia umana. L'invidia di chi istintivamente si rende conto che per quanto "sappia fare" non riuscirà mai ad eguagliare il fascino terribile ed estatico di certi spettacoli naturali.
Sicché ci si compiace, con aria saputa alle volte accondiscendente alle altre, di spiegare e raccontare ciò che orgogliosamente (a contrastare l'invidia) si ha miticamente o scientificamente capito.

Da tali estemporanee e quindi solo suggestive elucubrazioni mi sono reso conto che, per certi versi, miti e scienza hanno gli stessi fini.

Pensieri di una notte di 2/5 di estate...

domenica 22 luglio 2007

Un minimo di struttura

Ogni lavoro ha la sua struttura. Pertanto ritengo giusto illustrare ai numerosi frequentatori la stuttura del mio "blogico".

Gli argomenti che saranno oggetto di label e di cui quindi in senso lato mi occuperò, sono:

  • Arte
  • Autore
  • Costume
  • Lavoro
  • Luoghi
  • Morale
  • Politica
  • Psicologia
  • Recensione_film
  • Recensione_fumetto
  • Recensione_libro
  • Recensione_musica
  • Recensione_spettacolo
  • Religione
  • Tecnologia
  • Varie

Ovviamente ciascuna di queste declinate con una logica personale.

Mi riservo il diritto di aumentare le categorie a mio piacimento... quando lo riterrò opportuno.