Visualizzazione post con etichetta Giudizio_Carino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giudizio_Carino. Mostra tutti i post

martedì 27 aprile 2010

Sanctuary - Recensione



Serie televisiva nata da una idea del web, Sanctuary narra le imprese di Helen Magnus (Amanda Tapping) e altri suoi pari, intenta a salvare i diversi.
infatti la natura è molto più prodiga di risorse e tentativi evolutivi di quanto la gente normale comunemente pensi, sicché nella dimora "Sanctuary" appunto viene dato loro rifugio e riparo.
Le vicende si soffermano sulle problematiche della diversità come ricchezza e valore oppure come pericolo e problema, soffermandosi talvolta sul passato e i rapporti tra mito e realtà oppure tra leggende metropolitane ed evidenz altre nel rapporto e svilupo psicologico tra i personaggi.
La serie (di cui stanno girando al terza stagione) ha un suo fascino tra il romantico, x-files e indiana Jones; tuttavia talvolta le scarse risorse si riverberano in effetti speciali grossolani oppure in scenografie non sempre credibili.
Nel complesso serie carina con qualità altalenante della seneggiatura. continuerò a guardarla anche a causa dell'ambientazione che reputo affascinate

mercoledì 14 aprile 2010

Dragontrainer - Recensione



Dragon Trainer è un film carino che abbraccia i classici temi della differenza generazionale e dell'identità declinati in maniera originale solo grazie al mondo in cui sono inseriti.
Il protagonista, lungi dall'essere il classico vichingo barbuto e forzuto cerca un modo per essere accettato dalla sua gente che invece altro non vuole che sia il giovane ad adattarsi alle loro aspettative.
In questo contesto il curioso e brillante protagonista riesce a entrare in contatto non mortale con un drago. Da qui la scoperta, attroverso l'amicizia con la creature, di un mondo nuovo e diverso da quello che sempre gli è stato presentato.
Situazioni divertenti e un tratto molto cartonesco danno parecchio brio al film.
Non ancora consigliato ma sicuramente più che decoroso.
Ultima nota: forse non conviene la visione in 3D del film, nonostatnte qualche scena spettacolare di volo il valore aggiunto non è significativo.


sabato 30 gennaio 2010

La battaglia dei tre Regni - Recensione



Il primo ministro Cho Cho costringe l'imperatore a muovere guerra contro i regni del Sud. Tuttavia questi riescono a trovare un accordo e ad unirsi per fornteggiare le immense armate del primo ministro.
La storia prosegue lineare ma affascinante con una coralità di personaggi che contribuiscono a formare un corpus solido come base per l'impresa che i nostri meridionali eroi  si apprestano compiere.
Tattiche astute, strategie ardite, conoscenza del territorio e del clima, coraggio e abilità individuali nonché lealtà  diffusa verso la propria patria contribuiranno a fermare l'invasore presso le Scogliere Rosse.

Le scende delle battaglie sono molto dinamiche e piene d'azione come da vocazione del regista, ma in questo film si riesce ad intravvedere anche qualche tocco di cultura orientale.
Piacevole


mercoledì 4 novembre 2009

Fuga impossibile - Recensione



Ramon Espejo è un minatore sudamericano che per sopravvivere ha accettato di trasferirsi su un nuovo pianeta per svolgere il faticoso lavoro di ricercatore minerario su direttive di alieni traslucidi. Qui Ramon svolge la sua vita dissoluta fatta di orgoglio indios, rabbia repressa e violenza palese.
Una sera sfortunata, spinto dall'abitudine nell'assecondare i propri istinti, Ramon si trova ad uccidere uno straniero e pertanto è costretto a fuggire. Coglie l'occasione per andare il più lontano possbile in una zona ancora non esplorata sperando di trovare una vena mineraria che possa farlo ricco.
Qui nella solitudine trava un po' di pace e calma ma soprattutto si rende conto da cosa non può fuggire.

Il libro è interessante e presenta una esposizione asciutta e abbastanza essenziale sebbene riesca ad essere sempre puntuale nel rappresentare paure, speranze rabbie e violenze del protagonista.
Un libro, forse anche grazie alla sua lnghezza non eccessiva, che con una freschezza gratificante tocca gli argomenti classici come l'identità, lo scopo e l'altro.
Leggibile



giovedì 1 ottobre 2009

District 9 - Recensione


District 9 è un film di fantascienza abbastanza originale. Gli alieni, infatti, non si palesano nelle classiche metropoli ma in Sud Africa. Il motivo per cui si manifestano sopra Johannesburg  rimane un mistero ma quello che si scopre presto è che non sono in grado di ripartire e che sono allo stremo delle forze.
La situazione viene gestita dapprima come una emergenza sanitaria-"umanitaria", successivamente col passare degli anni (venti), come se gli alieni fossero immigrati clandestini con tanto di distretto (ghetto) a loro dedicato.

In questa situazione di totale inibizione (anche per genereare dei piccoli gli alieni sono costretti ad ottenere un permesso speciale) vi è un degrado degli ospiti tanto che quasi tutti perdono il senso delle gerarchie e relazioni sociali anche tra di loro, vengono anche spregiativamente chiamati "gamberoni",  nonché attribuito loro ogni sorta di potere negativo.
Anche il fatto di avere tradizioni e gusti diversi, che ad esempio li porta a desiderare  ossessivamente il cibo per gatti, contribuisce a farli considerare delle cose da organizzare e gestire.
In tutto questo la ricerca sulla tecnologia extraterrestre ha la propria influenza.

Sicché a causa del loro aumento di numero l'agenzia deputata al controllo dei "non umani" su pressione politica decide di spostarli da quella che è diventata una baraccopoli in mano alla criminalità umana verso una nuova destinazione più controllabile.
Il protagonista umano della storia è appunto il responsabile dello sfratto di un milione e mezzo di "non umani".

La vicenda permette quindi uno scambio di ruoli anche se non totale tra i protagonisti e questo alternarsi di punti di vista crea un interessante luce nuova su problemi classici della diversità e dell'uguaglianza nonché della possibilità di quest'ultima.

Il film dapprima è girato come documentario dello sfratto dei gamberoni, quindi con telecamera a mano, durante le operazioni al distretto 9, poi però anche se il documentario prende un altro percorso e altri protagonisti rimane ugualemente con lo stesso sitle. Ciò mi ha causato una visione sofferente del film alla ricerca di un punto stabile dello schermo su cui mettere a fuoco le immagini.

Nonostante non riservi clamorosi colpi di scena è piacevole e fresco anche se in alcune inquadrature alcuni particolari risultano un po' pesanti per i delicati di stomaco.
Ovviamente non posso dire di più sulla trama ma solo che mi è moderatamente piaciuto.


domenica 13 settembre 2009

La città dei poeti - Recensione


La città dei poeti è il primo di una quedrilogia ad opera di Daniel Abraham.
L'idea da cui parte è molto originale: gli "andat" sono una sorta di dei che possono fare ogni cosa; tuttavia per riuscire a utilizzarli un un modo profiquo occorre incanalarli, cristallizzarli attraverso la poesia che è sostanza e forma al tempo stesso.
Sicché i poeti, coloro che hanno questo potere-conoscenza sono molto importanti all'nterno della società e i commerci, in ragione delle abilità degli andat, cosi si trovano concentrati in poche città.

Quasi tutta la storia si muove nei bassifondi, per ora, di una delle principali città commerciali e i protagonisti sembrano persone abbastanza comuni con proprie aspirazione e desideri comuni, ma è proprio questa normalità su uno sfondo così "mistico" in cui si può essere a contatto con gli dei, che a loro volta non sono inarrivabili, che dà sale e sapore alla storia.
Per la verità la storia non è l'emblema del nuovo e del mai visto, ma è molto piacevole e permette di seguirla con gusto anche laddove è prevedibile; ma il fatto di sapere che dopo la pietanza che si sta mangiando ci sia il dolce non toglie il piacere né alla prima né al secondo.

Il libro è piacevole e in alcuni tratti molto intrigante, speriamo nel proseguio.
Cautamente consigliato.


martedì 24 marzo 2009

La Matassa - Recensione


Due cugini sono divisi per oltre venti anni da liti apparenenti ai loro ascendenti. Tuttavia la morte del padre di uno dei due e la goffaggine dell'altro, li porta, per vie tortuose, a riavvicinarsi.

Uno vive quasi di espedienti trovando mariti vecchi e malati per immigrate in cerca di cittadinanza,  l'altro eredita un albergo malandato.
Sicché i problemi con parenti scontenti di nubende straniere "costringono" Ficarra ad imbrogli a danno del cugino credulone.
Infine malintesi coi mafiosi locali portano a scene comiche.

Il film è gradevole purtroppo alcune gags sanno di già visto ma in compenso la rappresentazione dei mafiosi, ma soprattutto di uno, è esilarante.
Ficarra e Picone tratteggiano una commedia degli equivoci e delle piccole bassezze umane riscattate da un senso di pietà e affetto famigliare che alla fine trava la sua strada attraverso le vicissitudini quotidiane.

Tuttavia non si può tacere che praticamente tutti i personaggi hanno una forte nota caricaturale.

Per una serata divertente



giovedì 24 luglio 2008

Hellboy the golden army - Recensione


Mi era piaciuto molto il primo episodio del "grande e grosso uomo rosso".
Avevo apprezzato molto la profondità della trama nnché i ritrovati pseudo tecnologici dal gusto retrò che esibiva.
Anche per questo secondo film ho gustato l'ambientazione e lo spirito falsamente spaccone di Hellboy. Un po' macchietta, ma quel tanto che basta, il successore di suo padre a capo della falsa FBI del paranormale.
Le armature elfiche e tutti quegli oggettini scintillanti e magi-meccanici sono magnifici e il mercato dei troll, senza nulla aggiungere di spettacolare o fantasioso è credibile e suggerisce nuove profondità e creature da sondare (inquietanti sono le "fatine dei denti" che poi tanto carine non sono...).
Affascinante la regalità del "cattivo di turno" e il suo distorto o forse alieno senso dell'onore in perfetto contrasto con quello di suo padre: ciascuno fa quello che è sua natura fare (un po' come dire che l'albero si vede dai frutti).
Spettacolare l'incontro con la Morte nella città abbandonata degli elfi.
un commento a parte merita l'arma del principe elfico: se esistesse la vorrei!
Comunque, a parte un povero elementale della natura ucciso con una pistola di nome Big Boy un po' eccessivo, la trama è abbastanza lineare talvolta appena scontata, ma si lascia guardare.
Ottimi gli effetti speciali (ad un livello maggiore rispetto a Hulk), sicuramente non noioso.

lunedì 23 giugno 2008

Hulk - Reecnsione

Nuova pellicola per il nostro mostro verde.

Il film si attiene molto al fumetto e qualcuno pertanto storce il naso. Ma le cose funzionano.

Il nostro dottor Banner cerca una cura contro l'insorgenza del suo alter ego verde, con la medicina, la chimica o la meditazione... Ma è costretto a convivere con la propria furia (verde).

A nulla o a poco serve sapere che la sua bellissima EX ragazza ancora tiene a lui.

Mettiamoci poi un "guerriero" militare che vuole il potere di Hulk, dapprima per fronteggiarlo poi ingolosito per sé.

Il Fumetto-Film-Marvel rielabora le storie della Bella e la bestia e di Frankestain. Infati Hulk col pasare del tempo è leggermente più consapevole di se e leggermente meno "bestiale".

Norton - Hulk fa il suo dovere, Liv Tyler zenza infamia e senza lode molto bravo Tim Roth antagonista dalla volontà mostruosa del nostro eroe sempre sulla cresta dell'onda.
La trama ovviamente molto prevedibile :)


Carino

lunedì 5 maggio 2008

Iron Man - Recensione

Sara dixit:

<<Non ci si mette molto a immedesimarsi nei panni di Tony Starker.. e non mi riferisco certo ai panni di uno sbruffone alcolizzato, giocatore d'azzardo e sciupafemmine (o meglio, non solo a quelli).

Già, la bellezza di IRON MAN è infatti la repentina trasformazione del protagonista nell'eroe stesso, provocando nello spettatore la sensazione di essere li con lui che svolazza sui tetti di Malibu, rischia di schiantarsi, si costruisce il suo prototipo, prova la potenza dei suoi lanciafiamme.

Stupisce come un film che nasce per celebrare uno dei tanti blasonati eroi di Stan Lee (presente, come sempre nei film che ritraggono eroi Marvel, con un suo cameo) sia in grado di far immedesimare nei panni del protagonista in modo assoluto, forse quasi come leggere il fumetto.

Merito del personaggio e delle vicende che vive, certo. Ma in buona parte anche degli effetti speciali strabilianti e, se vogliamo, stranianti che popolano la pellicola.

Non sono, purtroppo, una true believer, come ama definire Lee i suoi lettori affezionati, ma conosco

un po' gli eroi della Marvel.

Sono controversi, insicuri, combattuti: in una parola, umani. Uno su tutti l'Uomo Ragno che mi è sempre stato simpatico - nel senso etimologico del termine - grazie a suoi sensi di colpa.
Ebbene, a differenza di Peter Parker o dei fantastici 4, Iron Man mi è piaciuto perchè non si tratta di salvare il mondo o di sfruttare un grande potere e sopportare le grandi responsabilità che comporta: mi ha intrigato perche' nasce dall'abilità e dall'intelligenza (una volta tanto non utilizzata per portarsi a letto un'odiosa giornalista/velina di Vanity Fair) del nostro eroe, e dalle applicazioni che ne ha fatto. Sempre di fantasia si tratta, ma conforta pensare che un uomo possa cambiare e perseguire degli ideali con le sue sole forze, esattamente come una persona reale!



Concludendo, lodevole e all'altezaz il mio mitico Robert Downey Jr, che ho sempre amato e ammirato, grandioso in questa sua interpretazione! quanto a Gwyneth Paltrow, che impersona l'algida e ironica assistente innamorata di Starker: è brava, carina e anche simpatica, una volta tanto!>>

giovedì 14 febbraio 2008

La guerra di Charlie Wilson - Recensione


Ci sono guerre con eroi altre con sconfitti ma tutte con finanziatori...

Questo film racconta di come Charlie Wilson, un politico di secondo piano dalla rettitudine morale ed etica quantomeno dubbia, almeno a giudicare da come è stato presentato nel film, spinto da alcuni notabili del paese (tra cui una sua ex fiamma) finisce per finanziare più o meno clandestinamente la resistenza nell'Afganitan a seguito dell'invasione Russa.

Il film ha un tono di commedia e di farsa, volutamente contrastante con la serietà e la gravità della situazione narrata.

Unici momenti toccanti, con tono appropriato, riguardano la vistita di Wilson al campo profughi degli afgani in Pakistan.

Tom Hanks è come sempre bravo a rendere un uomo dedito alla bellavita che si rende conto che forse può compiere azioni più grandi, Hoffman, la spia della C.I.A. più ruvida e diretta che si riesca a immaginare, ha un tocco d'acido realistico, la Roberts.. forse era un po' fuori tono...

Un film carino, peccato che sia successo così..