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lunedì 3 maggio 2010

Matrimoni e altri disastri - Recensione



Film sulla vita di una "libraia", sulle sue speranze e sulle sue illusioni. Una Magherita Buy davvero molto intensa e credibile svolge la trama tenendo banco e valorizzando la trama.
Film che avrei giudicato molto carino solo se non fossero intervenuti gli ultimi quindici minuti di banalità e appiattimento stile "così fan tutte".
Ciò ha causato un repentino cambio di valutazione dell'opera fino ad allora consigliatissima, poi tristemente scialba e già masticata.
L'ottima prestazione della protagonista gettata alle ortiche ad opera della sceneggiatura.
Evitabile



giovedì 19 novembre 2009

Nemico pubblico - Recensione



Sento la necessità di esprimere la sensazione di sgradevolezza che la visione di questo film mi ha suscitato. So di molte lodi tessute circa questo film che narra la storia di Dillinger il famoso criminale americano, dall'apice al suo epilogo. Tuttavia non riesco a trovare nulla cui dare il mio plasuo in questa opera se non un leggero risollevarsi della stessa, solo a causa dell bravura di Deep, nel finale.

In ragione del fatto che è una storia vera non è possibile criticare la trama abbastanza prevedibile ma sicuramente non è un punto di forza del film. Ma inoltre non è possibile tacere il fatto che i dialoghi siano al limite del caricaturale se non oltre.
Inoltre se Deep è credibile nell'interpretare il cirminale che cerca di vivere all'insegna del tutto e subito, Christian Bale, che interpreta il poliziotto federale, antagonista di Dillinger è pressoché ridicolo nella sua totale inespressività. Di lui è più esprsesiva anche maschera di Batman anche se lasciata su una polverosa mensola in cantina.  E non viene aiutato neanche dalla Cotillard donna di cui si innamora il gangster. Anch'essa non degna di nota neanche nel suo mostrare il suo rotondo mento a patata.

Anche la regia ha inserti fastidiosi di telecamera a mano della durata di qualche secondo e hanno la straordinaria facolta di rendere sgradevole anche la visione di qualche scena un po' movimentata.

I temi AMORE, MORTE, VITA alla fine viengono relegati al ruolo di deus ex machina per risollevare un finale altrimenti tristemente prevedibile  Il tutto comunque solo con l'aiuto di un grande del cinema come Clark Gable.

Un film che mi ha trasmesso poco se non disappunto per averlo scelto.


lunedì 10 agosto 2009

Il Gioco dell'Angelo - Recensione



Una Barcelona gotica e misteriosa, il fascino dei libri e la storia di uno scrittore maledetto,
una scrittura godibile e dal fascino ben noto ai lettori che hanno imparato ad amarla ne L'Ombra del Vento.

Questi, in sintesi, i pregi del romanzo di Carlos Ruiz Zafon, che,
quasi come si legge sui foglietti illustrativi dei medicinali, ha una posologia ben precisa:
va letto tutto d'un fiato!

E questo risulta facile per le prime 400 pagine: la trama si si sviluppa pian piano e il pathos cresce man mano che si procede. Velocemente, invece, si impara ad amare il protagonista David, la libreria di Sempere che già aveva vividamente popolato le pagine de L'Ombra del Vento, le Ramblas e il barrio Montjuic. Si spera, con David, che i suoi sogni si avverino, si sospetta, si corre, si cambia, ci si innamora, si soffre e si indaga.

Poi, all'improvviso, la storia si arrotola su se stessa.
Non una spiegazione razionale per la piega che prendono gli eventi, non un motivo plausibile per
spiegare cio' che accade e perche' accade.. che dire? Leggete ma fermatevi a pag xxx? Non leggete? Leggete e accontentatevi del finale? Oppure riscrivete il vostro cercando di trattenere il fiato come durante la prima parte del romanzo? , nostro parere, va letto e assaporato e poi, una volta arrivati alla fine, reinventato, à la façon de Ruiz Zafon prima maniera. Buona lettura!

martedì 7 luglio 2009

Transformer 2 - Recensione


La mia infanzia non è stata costellata di robot in crisi di identità, tuttavia il giocattolone cinematografico era un appuntamento che non volevo perdere, un po' anche per verificare le capacità recitative della protagonista femminile, un po' ver vedere se gli sceneggiatori riuscivano a costruire qualcosa di decoroso che superasse gli stereotipi propri di una puntata del cartone animato.

Anche stavolta sono un po' stato deluso.
Il film è un semplice "scappa-fugginasconditi-e salva il mondo nonostante tutte le difficoltà". Gli effetti speciali sono davvero notevoli e rendono bene le diversità tra uomini e macchine...
Ma la pochezza dei dialoghi e dei personaggi, alcuni dei quali sembrano essere davvero superflui e inutili, nonché troppe trovate senza spiegazione logica alcuna  hanno indotto a compiacermi del fatto che la mia memoria è scevra da ogni elemento proprio dei Transformer.

Unici motivi per vedere il film sono visivi, tra cui si annoverano gli effetti speciali.

Solo per puri appassionati disposti a sorvolare  sulla ( ignorare la ) trama.






domenica 17 maggio 2009

Angeli e demoni - recensione



A causa di tutte le polemiche emerse a seguito del libro e del film sul codice da vinci. Avevo deciso di non procedere alla sua visione...
Malauguratamente ho pensato che i tempi fossero maturi per la visione di questo altro lavoro di Dan Brown.

Francamente sono rimasto molto deluso sotto vari punti di vista.
In merito alla recitazione dei protagonisti, in ragione del fatto che è sostanzialmente un thriller d'azione, nulla si può dire circa la profondità degli attori nel senso che nel film non vi è spazio per una introspezione dei personaggi, di Tom Hanks come di tutti gli altri.
Il film tiene molto alta la tensione e il ritmo ma non la suspense. Spesso la trama è prevedibile e scontata, come tutti gli indizi che portano ad un sospettato.
Poi circa la credibilità della vicenda, pur accettando la sospensione dell'incredulità in merito alle sette degli Illuminati e ai testi nascosti, sembra che i protagonisti abbiano davvero il teletrasporto e riescano a spostarsi per la città eterna in un batter d'occhio. Ciò è riscontrabile sia dallo spettatore che conosce Roma sia da quello che non la conosce ma che è attento alla vicenda raccontata nel film e alle informazioni da esso fornite.
Forse il tipo di film, prodotto a mio avviso esclusivamente per esigenze di cassetta, non aveva neanche la pretesa di essere credibile ( suggerisco a seguito dello stesso testo da cui è tratto ) ma in ogni caso considero inaccettabile una dose così massiccia di superficialità da una megaproduzione di Hollywood.
Ci sono altri errori di questo tipo e secondo me anche un percorso psicologico del "cattivo" assolutamente forzato che fa scemare ogni residuo dubbio sul film.
A seguito dell'ingaggio ottenuto dal regista Ron Howard e da Tom Hanks forse dopo questo film andranno beatamente in pensione... Per evitare che due bravi artisti abbandonino l'attività troppo presto a causa di quel senso di sazietà che gli incassi di questo film possono portare loro..., evitate di andar a guardare questo film.

sabato 18 aprile 2009

Abisso di cristallo - Recensione



Il grande David Eddings assieme alla moglie Leigh ha inizato una nuova saga cosidetta "dei sognatori".

Purtroppo però lo smalto che contraddistingueva il nostro veterano autore evidentemente si è affievolita se non estinta. Infatti se nelle sue saghe più famose (Belgariad e Mallorean nonché Eleni e Tamuli) sebbene qualche personaggio potese sembrare stereotipato comunque riusciva manteneva una originalità nell'ambientazione e nei dialoghi che rinfrescava la lettura, qui invece si assapora un clima a mio parere già consueto quasi polveroso.

La novità forse è solo nei nomi dei personaggi poiché professioni e attitudini rimangono le medesime, anche i dialoghi sono assolutamente prevedibili e oramai il canone del "mostra" non "raccontare" della letteratura sfuma in un fasidioso ed eccessivo compiacimento. In poche parole ci si stufa spesso di vedere sogghignare personaggi a battute vecchie, stereotipate (anche in base alla nazione di appartenenza) e logore ma soprattutto non divertenti. non si capisce perché i presenti dovrebbero ridere o sogghignare.

Ulteriormente tutti i passaggi sono sempre gli stessi e lo sviluppo della trama sempre il medesimo, sempre lo stesso iter e gli stessi stupori che sanno un po' falso.

Tristmente questo autore, che per la verità mi era piaciuto ne "La Redenzione di Althalus", in peggiora sempre più. Rimane una lettura senzasoddisfazione.
L'ironia e le risate che caratterizzava i primi romanzi (e cicli) e la loro lettura è riamsta tutta in essi.

Ammetto che acquisterò il prossimo libro di questo ciclo, ma è soltanto una sorta di compulsione, alla collezione, una manifestazione di affetto e stima per un autore che non più quello che mi piacerebbe che fosse e che so che era. Ma spero in una "redenzione".

Ci sono libri migliori e più originali. Evitate.

mercoledì 1 aprile 2009

Il raccoglitore di anime - Recensione



Il raccoglitore di anime di Alan Campbell si presenta come un rilegato (almeno nella versione che ho io) con un'ottima copertina che evoca alcuni passaggi della narrazione. Anche la qualità della carta è promettente. Mi ricorda la carta del libro "La storia infinita" rilegata con le parti in diversi colori in base al protagonista.

Infatti anche in questo libro la storia si dipana su almeno tre figure principali: un uomo che vuile vendicare la figlia, un arconte imbelle e la sua istruttrice nonché appunto il raccoglitore di anime.

L'atmosfera cupa e decadente ricorda vagamente Tito di Gormenghast di Peake. Ma come è prevedibile nelle situazioni in cui all'autore interessa maggiormente colorare l'atmosfera, la vicenda nasconde una povertà di idee e una prevedibilità intristente. La cosa si nota già a partire dall'effimera bellezza dell'idea della città sospesa sull'abisso con corde e catene.

Fin da prima di metà libro si intuisce non troppo difficilmente il ruolo di tutti i protagonisti (vivi o morti che siano) nella vicenda. Sembra rispecchiare un canovaccio consunto.

Unica nota positiva è che non lo rileggerò mai più.


lunedì 1 dicembre 2008

Twilight - Recensione


http://valechaos.files.wordpress.com/2008/05/twilight_group_shot-larger.jpg

Dimenticatevi i vampiri della tradizione.
Dimenticate il fascino intenso, l'ardore pieno, l'astuzia micidiale che attribuiamo abitualmente ai vampiri.
Dimenticatevi il loro orrore per il sole, gli specchi crudelmente sinceri dell'aspetto dei vampiri e un animalesco appetito di sangue e di giovani ragazze.

Questi vampiri sono diversi.
Dimenticatevi ogni contrapposizione tra passione e ragine o tra morale e obbiettivo, tra ciò che è umano o diabolico

In questo film i Non-morti sono poco più che semplici ragazzini con super poteri.

Infatti perdono ogni corollario di fiera assassina e crudele e si tramutano in tanti Scamarcio ridicolmente tenebrosi, tanto che al sole i vampiri diventano una trasposizione anni settanta di Renato Zero, tutto paiette e brillare di perle...
Oppure vedono il futuro.. finché non cambia.
Ovvero corrono veloci per raccattare americanissime palle da baseball o, caso strano, per raggiungere la preda riconoscendola dall'odore; questo si finalmente da vampiro. Ma questo non è un protagonista.

Ulteriormente, al posto della storia e delle leggende e dei ruderi che trasudano vite piene e appassionate nonché paure e terrori autentici viene sostituita da un ipermoderno palazzo freddo in una rigolgiosa foresta.

La bara e il sepolcro sostituite da una camera senza letto riempita di CD musicali. Almeno ci fosse qualche libro in più...
La lotta tra Van Helsing e Dracula sostituita da un posticcio antagonismo tra ragazzetti e pseudo-bande

Dimenticatevi i dialoghi autentici, e pensieri; i protagonisti sono una via di mezzo tra i romanzi adolescenziali di moccia e il tempo delle mele.. ma senza volgarità

In poche parole un film noioso per tre quarti nonché inutile e senza sostanza per il resto.
Pertanto è insipido, con protagonisti senza profondità e una trama banale: sembra un tentativo di raggiungere l'essenziale in cui però si è perso di vista l'obbiettivo.
L'avranno anche loro dimenticato.

Dimenticatevi la visione di questo film se volete vedere uno spettacolo piacevole.
E se lo avete disgraziatamente visto... dimenticatevene.

lunedì 1 settembre 2008

Wanted - Recensione

Ho visto il film Wanted in un cinema all'aperto.
Era da parecchio tempo che non vedevo un film così.
Era da molto tempo che non mi pentivo così profondamente.
Era da molto che non mi vergognavo così tanto di aver proposto la visione di un film...

In poche parole il film è orribile.
A parte tre battute di competenza di un comprimario il film no solo è brutto ma è anche stupido.
La sospensione dell'incredulità è stramazzata nella tomba trapassando senza alcuna agonia.
Ho avuto l'impressione che il regista e gli sceneggiatori pensavano che lo spettatore si sarebbe bevuto le più improbabili castronerie solo e perché c'era la Jolie e Morgan Freeman.
Passi piegare la traiettoria delle pallottole ma la maggir parte delle azioni dei protagonisti sono senza senso.

Ogni qualvolta succede qualcosa di significativo sembra in contrasto su quanto (con difficoltà) ti era stato fatto digerire nelle scene prima. Ciò non si concretizzava in un colpo di scena, ma in un moto di sgradevole stupore che sconfinava nel fastidio e nell'astio verso il film stesso.

Un'opera senza senso, con poco cervello e con il costo del biglietto dal sapore vagamente truffaldino.
Evitare con cura

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mercoledì 28 maggio 2008

Indiana Jons e il regno del teschio di cristallo - Recensione

Questo film era atteso da tanti fans del mitico frusta e cappello Indi!
L'attesa però eè stata delusa, infatti il film non mi è piaciuto.

La trama scarna e risibile, a parte Indi sempre all'altezza, era popolata di personaggi macchietta, stereotipi triti e ritriti:
la fredda e spietata scienziata capello nero occhio azzurro Cate Blanchet,
il figlio di Indi tanto James Dean quanto Fonzie,
l'amico di Indi il professore scomparso risulta una brutta copia di Panoramix quando perde il senno con tanto di balletto.

Inoltre non mi sono piaciute per niente le luci sempre finte e di taglio sugli occhi dei protagonisti.


Ulteriormente vengono presentate alcune situazioni che sono un insulto allo spettatore pure con la sospensione dell'incredulità parecchio allenata una tra tutte:

SPOILER
come cavolo fa indiana a sopravvivere all'esplosione di una bomba atomica nascondendosi dentro un frigorifero che tra l'altro viene lanciato a chilometri di distanza dall'onda d'urto.... Eh dai!!!


Le cose che mi sono piaciute sono le classiche trappole pseudo archeologiche con sabbia che scivola via, pietre cascanti o rotolanti corde nascoste e e pesi e contrappesi ingegnosi...

Il resto è delusione..

giovedì 27 marzo 2008

Dragon Wars - Recensione


Si commettono errori...

Ho visto il promo del film e incuriosito l'ho affittato...

Ho fatto male. Il film (con attori semi sconosciuti) ti getta subito nel vivo della trama ignorando ogni fase in cui solitamente si cerca di far partecipare lo spettatore ai drammi o sentimenti dei partecipanti. Tutto è dato per scontato, tutto è così superficiale che anche la sospensione dell'incredulità è stata sospesa, e presto!!

L'unica cosa decorosa sono gli effetti speciali, ma anche questi senza troppi ritocchi.

Non ci sono dialoghi credibili, info dumping da subito, trama banale, elicotteri da guerra e draghi con traiettorie impossibili e caratterizzati da una furbizia nulla.
Un film che da tutto per scontato, forse anche il fatto che alla prima occasione lo spettatore se ne andrà!

Evitate di perdere tempo


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sabato 5 gennaio 2008

LA Bussola d'oro - Recensione


Tutti gli abitanti umani hanno un proprio Daimon (una sorta di famiglio) con il quale possono comunicare. I Daimon dei bambini però cambiano forma in continuazione a differenza di quello degli adulti oramai stabilizzati e con un forma definita.
Forse tali Daimon rappresentano una sorta di concretizzazione dell'anima del personaggio e sono inscindibilmente legati l'uno all'altro tanto che entrambi soffrono anche se solo uno è colpito.

Una bambina Lyra Belacqua, assieme al proprio Daimon, vive in una sorta di Oxford parallela in cui la propulsione è data da strane quanto ipnotiche sfere azzurre, l'aviazione è costituita da immensi dirigibili e in cui spicca l'assenza di motori a scoppio o a vapore.
La giovane Lyra, grazie ad uno zio, lord Asriel, intrepido quanto
colto e affascinante, vive in una scuola dove iniziano ad insegnarle
tutto il sapere di cui ha bisogno.

Questa situazione viene ingarbugliata da due fattori: la presenza malefica degli "ingoiatori" (persone che rapiscono gli orfani o i bambini soli) per motivi misteriosi e la venuta della signora Coulter (Nicole Kidman) che riesce ad irretire la piccola Lyra e a farsi seguire da costei nei suoi viaggi.

In tutto questo vi è sullo sfondo il Magistero, una struttura molto potente ed influente che sancisce come i cittadini debbano vivere e pensare.

Tuttavia a questo lord Asriel non si assoggetta e per motivi scientifici intraprende una spedizione invisa al magistero, ma a causa del rapimento di alcuni amici di Lyra di stirpe gyziana e altri incontri iniziano gli intrecci che la porteranno nei ghiacci polari.

La bambina incontra burberi orsi polari, una sorta di capitano "Acab" nelle vesti di Buffalo Bill dell'aviazione, una strega che di strega ha solo la scopa e non certo le fattezze, dei militari che sono una via di mezzo tra le SS di teutonica memoria e i sanguinari cosacchi.

Forse anche a causa del fatto che questo è solo il primo libro di una trilogia,il film sembra povero, un po' insipido. I personaggi presentati fin ora sono solo abbozzati e molto stereotipati, speriamo in un miglior futuro per Acab e per la strega Serafina Pekkala, ma si vebrà per ora non mi piace, magari qualche colpo di scena fara risorgere questo film dalle ceneri dei ghiacci in cui si trova.

Si può vedere di meglio


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venerdì 28 dicembre 2007

Bee Movie - Recensione
















Chi è sempre ligio al proprio dovere? Tradizionalmente le formiche; tuttavia anche le api sono organizzate e perfettamente disciplinate nei loro compiti.
Cosa accadrebbe se una ape, anziché essere contenta di apare tutta la vita (alias occuparsi dei propri lavori da api) decidesse prima di conoscere il mondo?

E se questa ape poi infrangesse e la regola più sacra che le api solitamente osservano, cioé quella di non parlare con gli umani?
E soprattutto cosa accadrebbe se tutte le api smettessero di apare insieme?

Il film risponde a queste domande in maniera abbastanza banale, con qualche situazione simpatica, qualche battuta divertente e poco altro, infatti è prevedibile, scontato sciatto e scipito.
Inoltre tecnicamente la realizzazione è grandemente inferiore a tutti i film di animazione che oramai siamo abituati a vedere; è inferiore anche a qualche film di una dozzina di anni fa, in confronto Toy story (pioniere del genere) era fatto meglio e aveva soprattutto più anima.


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sabato 24 novembre 2007

Borne Ultimatum - Recensione

Il film che conclude la trilogia di Borne.

Riassunto: Borne, ex agente segreto ora redento e memore delle proprie azioni, è ricercatissimo a causa delle informazioni che possiede. L'unico modo per uscirne è far emergere la verità (argomento questo trattato in modo superficiale e un po' ipocrita) contro tutto e contro tutti o quasi. Ovviamente al fine di avere qualche speranza di uscirne vivo.

Comunque il film, la cui trama è assolutamente classica (rasentando il prevedibile), è sostenuto da un ritmo elevatissimo che riesce egregiamente a tenere desta l'attenzione. QUesta è l'unica cosa positiva.

Certo, talvolta sembra un film sui supereroi dei fumetti... certe cose riescono solo a lui, allora teniamocelo buono... con buona pace della sospensione dell'incredulità.

Ovviamente per questo ruolo a Matt è richiesta l'espressività di un plinto del ponte sullo stretto di Messina... pertanto il film che è quasi solo azione, non ne risente ...

Che dire, se piace la saga, il genere spystory estreme, o Matt potete andare a vederlo senza rimanere delusi altrimenti evitate.


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martedì 30 ottobre 2007

Resident Evil: Extinction - Recensione



Premetto non ho visto i prequel di questo film.

Siamo nel profondo incubo che periodicamente la fantascienza evoca. La razza umana, a causa delle azioni di qualche "professore" senza scrupoli, rischia la sopravvivenza. Solo pochi eletti, consapevoli della portata delle loro azioni in difesa del genere umano possono tentare di salvarlo.

Il pericolo è rappresentato dal un virus che rende gli uomini: non morti. Costoro, oltre ad avere una smodata fame di carne viva, una forza erculea, un'intelligenza infima, la possibilità di trasmettere il virus mediante i morsi, possono essere definitivamente uccisi solo se la cervice subisce una lesione "terminale", ad esempio con un colpo di pistola, un macete, o quant'altro.

Ma il virus ha bruciato tutta la vita sulla terra non solo quella degli uomini; così gli unici che sembrano sopravvivere in tanta apocalisse, oltre alla nostra protagonista Milla immune a tanta sfiga, sono i membri della Umbrella corporation, la società i cui membri sono responsabili della creazione e propagazione del virus; sopravvivono poiché rintatati in blindate residenze sotterranee.

Il film coi soliti, sempre efficaci mezzi cinematografici, qualche spavento lo fa prendere; tuttavia oltre ad essere abbastanza breve (cosa che da un certo punto di vista può essere l'unico pregio) è perticolarmente scontato sia nello sviluppo che nella conclusione aperta ad un altro episodio.

A causa del fatto che è stato tratto da un videogioco, il film ne risente. i cattivi sono a "livelli" di difficoltà e abbastanza prevedibili, così come di già visto risulta l'atmosfera alla Mad Max, o la metafora ceh alcuni uomini sani sono più cattivi e "morti" di tanti infetti.

Insomma, Milla non può bastare a rendere questo film degno di esse e visto.

Evitate


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