domenica 11 gennaio 2009
Sette anime - Recensione
Sono andato a vedere questo film volutametne all'oscuro di ogni critica e di ogni informazione. Anche mentre sto scrivendo non so cosa la critica pensi di questo film. In merito ho sentito solo l'intervista di Will Smith al TG1.
Ho tenuto questa condotta poiché dopo il precedente film della coppia Muccino-Smith molto toccante e coinvolgente, temevo uno scivolone.
Ora la domanda che mi pongo è la seguente : può piacere qualcosa di cui non si condivide il significato?
Credo che la risposta non sia agevole né facile; tuttavia il classico "dipende" è naturale conseguenza della domanda.
Andiamo con ordine senza rivelare nulla della trama.
Di questo film ho apprezzato molto la recitazione dei due protagonisti (Will Smith e Rosario Dawson) davvero intensi, sfaccettati e ,a mio avviso credibili nei loro, comunque difficilissimi, ruoli.
Il montaggio al principio è quasi fastidioso nel nascondere volutamente e quasi sfacciatamente la storia, poi proseguendo la visione e sapendo qualcosa si inizia (avendo alle spalle qualche visione dei film di Shyamalan) contestualmente ad apprezzarla anche e quasi condividerla nell'attesa di verificare le intuizioni (dopo il primo tempo abbastanza semplici) che piano piano si dipanano e si incastrano.
La storia sembra esssere volutamente extraromantica come forse neanche Qualcuno da amare o Serendipity lo eran stati (ovviamente con approccio ben differente e meno "drammatico"). Ciò sembra nascondere altri temi ben più pregnanti trattati in questa produzine con troppa disinvoltura.
Ma in realtà passando lo strato superficiale più spesso e contemporaneamente più effimero ci si addentra in temi a mio avviso a cortocircuito, non solo poiché da me non condivisi, ma anche perché razionalmente e psicologicamente labili.
Sicché in definitiva il film è fatto bene ma la storia non mi piace, ne come scelte del protagonista né come significato. In proposito sullo stesso tema sono stati fatti altri film (che non cito per non far capire il film troppo facilmente) con un approccio più approfondito e solido.
In definitiva è un film emotivametne un po' pesante fatto bene ma non lo consiglio ( soprattutto al termine delle vacanze).
venerdì 26 dicembre 2008
Madagascar 2 - Recensione
Un altro film carino e simpatico. Rispetto al predecessore ci sono più gags ed è un po' più corto: ha comunque una trama semplice.
Tuttavia essa è sufficientemente solida e non troppo scontata.
Il tema principale è l'identità declinata, in ragione dei vari personaggi, in ordine alla famiglia, al "branco" o alle aspettative altrui.
Ci sono esilaranti gags dei nostri eroi (pinguini, leoni, lemuri, ecc.) ma anche di comprimari vecchietta micidiale e altri animaletti.
Il tutto divertente, simaptico carino e pulito
Una visione consigliata che non rappresenta un capolavoro, ma da soddisfazione.
lunedì 1 dicembre 2008
Twilight - Recensione
Dimenticatevi i vampiri della tradizione.
Dimenticate il fascino intenso, l'ardore pieno, l'astuzia micidiale che attribuiamo abitualmente ai vampiri.Dimenticatevi il loro orrore per il sole, gli specchi crudelmente sinceri dell'aspetto dei vampiri e un animalesco appetito di sangue e di giovani ragazze.
Questi vampiri sono diversi.
Dimenticatevi ogni contrapposizione tra passione e ragine o tra morale e obbiettivo, tra ciò che è umano o diabolico
In questo film i Non-morti sono poco più che semplici ragazzini con super poteri.
Infatti perdono ogni corollario di fiera assassina e crudele e si tramutano in tanti Scamarcio ridicolmente tenebrosi, tanto che al sole i vampiri diventano una trasposizione anni settanta di Renato Zero, tutto paiette e brillare di perle...
Oppure vedono il futuro.. finché non cambia.
Ovvero corrono veloci per raccattare americanissime palle da baseball o, caso strano, per raggiungere la preda riconoscendola dall'odore; questo si finalmente da vampiro. Ma questo non è un protagonista.
Ulteriormente, al posto della storia e delle leggende e dei ruderi che trasudano vite piene e appassionate nonché paure e terrori autentici viene sostituita da un ipermoderno palazzo freddo in una rigolgiosa foresta.
La bara e il sepolcro sostituite da una camera senza letto riempita di CD musicali. Almeno ci fosse qualche libro in più...
La lotta tra Van Helsing e Dracula sostituita da un posticcio antagonismo tra ragazzetti e pseudo-bande
Dimenticatevi i dialoghi autentici, e pensieri; i protagonisti sono una via di mezzo tra i romanzi adolescenziali di moccia e il tempo delle mele.. ma senza volgarità
In poche parole un film noioso per tre quarti nonché inutile e senza sostanza per il resto.
Pertanto è insipido, con protagonisti senza profondità e una trama banale: sembra un tentativo di raggiungere l'essenziale in cui però si è perso di vista l'obbiettivo.
L'avranno anche loro dimenticato.
Dimenticatevi la visione di questo film se volete vedere uno spettacolo piacevole.
E se lo avete disgraziatamente visto... dimenticatevene.
mercoledì 5 novembre 2008
Lucca e l'altrove
Si è appena conclusa la fiera di Lucca.
E' la più grande manifestazione relativa ai fumetti e ai giochi d'Italia, ed effettivamente è proprio un evento cui partecipano decine di migliaia se non centinaia di migliaia di visitatori.
Osservare questo multiforme, spesso informe, popolo risulta istrutivo.
Purtoppo però talvolta si incappa in situazioni palesemente stranianti: spesso l'altrove rappresentato dai fumetti, dai giochi on line, dai gdr, dai telefilm, ecc. diventa la casa, l'abitazione in cui certe pernsone dimorano e attraveso cui leggono la realtà.
Talvolta risulta davvero penoso osservare il modo con cui certuni tributano onori a 32 pagine disegnte (con tutto rispetto per il fumetto) e da cui si aspettano novità per la propria vita..
Leggere è importante ma "cum grano salis".
Talvolta le passioni permettono aggregazine umana, simpatie e collaborazioni altre sono una sorta di panacea e condanna crudele al tempo stesso.
E' la più grande manifestazione relativa ai fumetti e ai giochi d'Italia, ed effettivamente è proprio un evento cui partecipano decine di migliaia se non centinaia di migliaia di visitatori.
Osservare questo multiforme, spesso informe, popolo risulta istrutivo.
Purtoppo però talvolta si incappa in situazioni palesemente stranianti: spesso l'altrove rappresentato dai fumetti, dai giochi on line, dai gdr, dai telefilm, ecc. diventa la casa, l'abitazione in cui certe pernsone dimorano e attraveso cui leggono la realtà.
Talvolta risulta davvero penoso osservare il modo con cui certuni tributano onori a 32 pagine disegnte (con tutto rispetto per il fumetto) e da cui si aspettano novità per la propria vita..
Leggere è importante ma "cum grano salis".
Talvolta le passioni permettono aggregazine umana, simpatie e collaborazioni altre sono una sorta di panacea e condanna crudele al tempo stesso.
FACCIALIBRO - Parodia
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http://www.youtube.com/watch?v=t_ax0e7RXj8
http://www.youtube.com/watch?v=t_ax0e7RXj8
venerdì 31 ottobre 2008
Serata fantastica
Purtroppo il cattivo gusto riesce sempre a trovare uno spiraglo e a farsi strada. Tristemente questo spiragliosi allarga e diventa ben di più di una leggera contaminazione.
Forse i miei pensieri saranno simili al dito del bambino che tappa una falla nella diga, ma non credo di esssere, nè essere stato così acuto da accorgermi della prima breccia ....
In poche parole la mia esternazione è dettata più che dalla consapevolezza di aiutare chicchessia dalla necessità di restare i a galla nonostante la marea che avanza...
Carlo Magno assimilò per primo (sembra) la festa pagana diHallowen a quella ben diversa della celebrazione dei nostri cari e della comunione dei Santi. Aveva cercato di cristianizzare usanze.
Quello ceh era stato fatto uscire dalla porta rientra prepotentemente dalla finestra.
Ma, voglio sottolineare, queste parole non sono tanto causate da una massiccia scristianizzazione (a mio avviso già in sé triste), ma anche a minor ragione, se mi si permette questa licenza, da una tendenza a mio avviso sempre più chiara: rimuovere dai discorsi, dai pensieri, dalle usanze, dalle tradizioni, dalle pratiche e dagli incontri la possibilità di affrontare il discorso morte, discorso ovviamente connotato di tristezza, malinconia e dolore ma indispensabile a reggere il peso della vita e degli accadimenti che ci costringerebbero a porci domande.
S.Donaldson afferma che una buona risposta può scaturire esclusivamente da una buona domanda.
La mia preoccupazione e il mio avvilimento è proprio questo: mi sembra che tutte le occasioni utili a porsi domande buone e serie siano "corrotte".
Infatti la sottolineatura delle feste dei morti e dei Santi che bene si attaglierebbe a quanto dicevo prima è spostata sull'orrore, sull'inquietante, sull'irrazionale che presupponeuna supina accettazione inconsapevole.
Per cui non posso che dire : Dove sono le buone domande??
Forse i miei pensieri saranno simili al dito del bambino che tappa una falla nella diga, ma non credo di esssere, nè essere stato così acuto da accorgermi della prima breccia ....
In poche parole la mia esternazione è dettata più che dalla consapevolezza di aiutare chicchessia dalla necessità di restare i a galla nonostante la marea che avanza...
Carlo Magno assimilò per primo (sembra) la festa pagana diHallowen a quella ben diversa della celebrazione dei nostri cari e della comunione dei Santi. Aveva cercato di cristianizzare usanze.
Quello ceh era stato fatto uscire dalla porta rientra prepotentemente dalla finestra.
Ma, voglio sottolineare, queste parole non sono tanto causate da una massiccia scristianizzazione (a mio avviso già in sé triste), ma anche a minor ragione, se mi si permette questa licenza, da una tendenza a mio avviso sempre più chiara: rimuovere dai discorsi, dai pensieri, dalle usanze, dalle tradizioni, dalle pratiche e dagli incontri la possibilità di affrontare il discorso morte, discorso ovviamente connotato di tristezza, malinconia e dolore ma indispensabile a reggere il peso della vita e degli accadimenti che ci costringerebbero a porci domande.
S.Donaldson afferma che una buona risposta può scaturire esclusivamente da una buona domanda.
La mia preoccupazione e il mio avvilimento è proprio questo: mi sembra che tutte le occasioni utili a porsi domande buone e serie siano "corrotte".
Infatti la sottolineatura delle feste dei morti e dei Santi che bene si attaglierebbe a quanto dicevo prima è spostata sull'orrore, sull'inquietante, sull'irrazionale che presupponeuna supina accettazione inconsapevole.
Per cui non posso che dire : Dove sono le buone domande??
lunedì 13 ottobre 2008
Burn After Reading - Recensione
I fratelli Coen hanno sfornato un altro film basato sulle stranezze umane, sulle scelte dettate dai propri pallini al di la di ongi ragionevolezza.
Il film ha un paio di colpi di scena carini alla Pulp Fiction. Tuttavia...
L'impenitente don Giovanni con il senso di inferiorità, l'ossessione per l'aspetto, la gelosia, la strada del tramonto in cui single stressati si danno appuntamento con internet galeotto, l'eccessività di ogni profilo personale segna , al mio gusto, un chè di sgradevole.
Mi sembra, ma so che ci sono stuoli di ammiratori dei Coen che asseriscono che proprio questa è la loro grnadezza, che il film si stanzi a metà strada tra il grottesco e la farsa rimanendo indeciso tra i due. Sicché un po' mi ha indisposto.
Come accennavo prima personaggi eccessivamente ingenui o eccessivi, oppure monotematici.
Certamente Clooney come don Giovanni col repertorio imparato a memoria è azzeccato ( in questa sfumatura ) ma non mi ha soddisfatto.
Vedere con cautela.
Il film ha un paio di colpi di scena carini alla Pulp Fiction. Tuttavia...
L'impenitente don Giovanni con il senso di inferiorità, l'ossessione per l'aspetto, la gelosia, la strada del tramonto in cui single stressati si danno appuntamento con internet galeotto, l'eccessività di ogni profilo personale segna , al mio gusto, un chè di sgradevole.
Mi sembra, ma so che ci sono stuoli di ammiratori dei Coen che asseriscono che proprio questa è la loro grnadezza, che il film si stanzi a metà strada tra il grottesco e la farsa rimanendo indeciso tra i due. Sicché un po' mi ha indisposto.
Come accennavo prima personaggi eccessivamente ingenui o eccessivi, oppure monotematici.
Certamente Clooney come don Giovanni col repertorio imparato a memoria è azzeccato ( in questa sfumatura ) ma non mi ha soddisfatto.
Vedere con cautela.
lunedì 6 ottobre 2008
Mamma Mia - Recensione
Che paesaggi! Ambientato su un'isola greca questo musical ha dei paesaggi bellissimi.
E colpisce solo per questo.
Sicuramente anche la bella colonna sonora degli ABBA merita ma il tutto è davvero insoddisfacente.
Forse la Streep canta benino anche se fa sempre la solita parte della donna che per Amore rinuncia a tutto tranne che a piagnucolare ora per questo ora per quel motivo.
Brosnan è meglio che guardi l'obbiettivo e stia zitto ma soprattutto non canti.
Carina la ragazzina protagonista.
Forse per un musical è normale un'eccessività nel recitatare ma risulta in questo un po' stucchevole.
Per non parlare della trama risibile è dir poco.
Se al film il fantasma dell'opera con "Leonida" e Emy Rossum ebbi un po' a ridire sulla lentezza qui non mi dovrei fermare solo a questo ....
Musiche carine, fotografia bellissima, ma si sa se non c'è nientaltro si nota la fotografia..
Forse non è neanche sufficiente
E colpisce solo per questo.
Sicuramente anche la bella colonna sonora degli ABBA merita ma il tutto è davvero insoddisfacente.
Forse la Streep canta benino anche se fa sempre la solita parte della donna che per Amore rinuncia a tutto tranne che a piagnucolare ora per questo ora per quel motivo.
Brosnan è meglio che guardi l'obbiettivo e stia zitto ma soprattutto non canti.
Carina la ragazzina protagonista.
Forse per un musical è normale un'eccessività nel recitatare ma risulta in questo un po' stucchevole.
Per non parlare della trama risibile è dir poco.
Se al film il fantasma dell'opera con "Leonida" e Emy Rossum ebbi un po' a ridire sulla lentezza qui non mi dovrei fermare solo a questo ....
Musiche carine, fotografia bellissima, ma si sa se non c'è nientaltro si nota la fotografia..
Forse non è neanche sufficiente
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lunedì 22 settembre 2008
Kong Fu Panda - Recensione
La storia è semplicissima e poco altro i può aggiungere.
Un povero panda un po' pasticcione viene scelto per essere il Guerriero dragone e difendere tutti dal terribile rinnegato di turno.
Il sogno di una vita diventa un incubo presente finché non viene trovato lo stimolo giusto per il panzone.
Il tutto è solo simpatico ma molto prevedibile.
Qualche battuta carina e un piacevole senso di riappacificazione.
Per collezionisti di visioni per i più piccoli
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