mercoledì 5 agosto 2009

Educazione siberiana - Recensione


Nicolai Lilin di origine sberiana nasce e cresce in Transnistria regione moldava nella quale la sua famiglia venne deportata negli anni '30,
Qui si svolge la sua infanzia e gli insegnamenti per diventare un "cirminale onesto".
Il contesto in cui si inserisce tale educazione è palesemente e vividamente diverso da quello consono e consueto a noi, o almeno a me. Tanto che leggere come l'autore è diventato un "criminale onesto" conforme alla tradizione siberiana da lui citata trasmette la medesima sensazione che i prova da ragazzi a leggere Salgari.
Tuattavia, adentrandosi nella lettura, emerge cruentemente la realtà del racconto e l'ossimoro cui sono instradati a vivere. Emerge come nonostante la razionalità di certe tradizioni o comportamenti la violenza sia accettata e ripudiata allo stesso tempo.

Faccio fatica a condividere, e ovviamente non sono tenuto a farlo, certi comportamenti e certi punti di vista, ma è sicuramente illuminante vedere come vengono vissute la legge, le tradizioni, le responsabilità, ecc. da una cultura che si discosta molto dalla mia.

L'autore che ora vive in Italia scrive direttamente in italiano sicchè nel testo ci sono molte "impurità" linguistiche di cui però non mi lamenterò grazie comunque alla freschezza del racconto, alla lealtà della narrazione e alla semplicità con cui vengono afferte a l lettore.

Un libro affascinante che mi ha permesso di vedere uno scorcio di una vita aliena a quanto considero normale, un libro che cattura e aiuta a riflettere sulle diversità e sul significato delle tradizioni.

Convintamente consigliato

martedì 7 luglio 2009

Transformer 2 - Recensione


La mia infanzia non è stata costellata di robot in crisi di identità, tuttavia il giocattolone cinematografico era un appuntamento che non volevo perdere, un po' anche per verificare le capacità recitative della protagonista femminile, un po' ver vedere se gli sceneggiatori riuscivano a costruire qualcosa di decoroso che superasse gli stereotipi propri di una puntata del cartone animato.

Anche stavolta sono un po' stato deluso.
Il film è un semplice "scappa-fugginasconditi-e salva il mondo nonostante tutte le difficoltà". Gli effetti speciali sono davvero notevoli e rendono bene le diversità tra uomini e macchine...
Ma la pochezza dei dialoghi e dei personaggi, alcuni dei quali sembrano essere davvero superflui e inutili, nonché troppe trovate senza spiegazione logica alcuna  hanno indotto a compiacermi del fatto che la mia memoria è scevra da ogni elemento proprio dei Transformer.

Unici motivi per vedere il film sono visivi, tra cui si annoverano gli effetti speciali.

Solo per puri appassionati disposti a sorvolare  sulla ( ignorare la ) trama.






domenica 17 maggio 2009

Angeli e demoni - recensione



A causa di tutte le polemiche emerse a seguito del libro e del film sul codice da vinci. Avevo deciso di non procedere alla sua visione...
Malauguratamente ho pensato che i tempi fossero maturi per la visione di questo altro lavoro di Dan Brown.

Francamente sono rimasto molto deluso sotto vari punti di vista.
In merito alla recitazione dei protagonisti, in ragione del fatto che è sostanzialmente un thriller d'azione, nulla si può dire circa la profondità degli attori nel senso che nel film non vi è spazio per una introspezione dei personaggi, di Tom Hanks come di tutti gli altri.
Il film tiene molto alta la tensione e il ritmo ma non la suspense. Spesso la trama è prevedibile e scontata, come tutti gli indizi che portano ad un sospettato.
Poi circa la credibilità della vicenda, pur accettando la sospensione dell'incredulità in merito alle sette degli Illuminati e ai testi nascosti, sembra che i protagonisti abbiano davvero il teletrasporto e riescano a spostarsi per la città eterna in un batter d'occhio. Ciò è riscontrabile sia dallo spettatore che conosce Roma sia da quello che non la conosce ma che è attento alla vicenda raccontata nel film e alle informazioni da esso fornite.
Forse il tipo di film, prodotto a mio avviso esclusivamente per esigenze di cassetta, non aveva neanche la pretesa di essere credibile ( suggerisco a seguito dello stesso testo da cui è tratto ) ma in ogni caso considero inaccettabile una dose così massiccia di superficialità da una megaproduzione di Hollywood.
Ci sono altri errori di questo tipo e secondo me anche un percorso psicologico del "cattivo" assolutamente forzato che fa scemare ogni residuo dubbio sul film.
A seguito dell'ingaggio ottenuto dal regista Ron Howard e da Tom Hanks forse dopo questo film andranno beatamente in pensione... Per evitare che due bravi artisti abbandonino l'attività troppo presto a causa di quel senso di sazietà che gli incassi di questo film possono portare loro..., evitate di andar a guardare questo film.

lunedì 11 maggio 2009

Star Trek - Recensione


Fa sempre piacere rivedere personaggi amati e storie che ti hanno coinvolto quando eri in terera età. Tuttavia capita di assistere, a causa della povertà di idee dell'industria cinematografica, a rivisitazioni e remake che non fanno altro che imbruttire quello che di buono aveva l'originale e appassire il gusto e il piacere che avevi nel fruire dell'originale stesso.

Ho inizato a vedere Star Trek per mezzo della serie "originale" con Spak (con la A) e Kirk e gli altri. Poi appena cresciuto un po' ho visto Next Generation molti episodi del quale sono ancora molto presenti e vividi nella mia memoria nonché di gran lunga preferiti a quelli classici.

Temevo che questo film fosse soltanto l'ennesimo tentativo di riproporre gadget e magliette alle nuove generazioni o a quelle più datate maggiormente coinvolte ( o invasate ).
Invece è un bel film che tiene lo spettatore incollato allo schermo.

La vicenda, che rappresenta un nuovo inizio, scorre abbastanza liscia sia per chi ha un retroterra di conoscenze trekkiane ( per cui potrà apprezzare le differenze) sia per i neofiti.
Se vogliamo escludere due elementi accettabili solo con una grossa e fiduciosa "sospensione dell'incredulità" ( cioè la causa per cui il nemico dei nostri beniamini arriva fino a loro e il permesso concesso a kirk di rimanere a bordo dell'astronave e di poter parlare nonostante sia una nave militare e lui praticamente un clandestino ) il film ritraccia caratteri ed esperienze e vicende del mondo tutto riplasmandolo e tessendolo per nuovi episodi.

Il tessuto risultante è molto piacevole e permette di concedersi un po' di speranza per eventuali  nuovi episodi ugualmente interessanti

Gli attori sono sempre credibili e molto somiglianti ai loro alter ego "cresciuti".
Piacevole anche, come sempre, l'attenzione prestata per il design al fine di dare un "gusto" definito e particolare ad ogni cultura e tempo.

Azzeccato anche il design e gli interni della nave del "cattivo": scopi diversi forma e interni diversi!
Consigliato

martedì 21 aprile 2009

Granatieri di Sardegna




Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha inviato al presidente dell'associazione nazionale Granatieri di Sardegna, generale Mario Buscemi, un messaggio in occasione del 29° raduno dell'associazione, nel quale rivolge il suo "deferente omaggio alla memoria dei caduti di questa gloriosa specialita' della fanteria ed al medagliere dell'Associazione nazionale, simbolo di valore e dedizione al dovere".


sabato 18 aprile 2009

Abisso di cristallo - Recensione



Il grande David Eddings assieme alla moglie Leigh ha inizato una nuova saga cosidetta "dei sognatori".

Purtroppo però lo smalto che contraddistingueva il nostro veterano autore evidentemente si è affievolita se non estinta. Infatti se nelle sue saghe più famose (Belgariad e Mallorean nonché Eleni e Tamuli) sebbene qualche personaggio potese sembrare stereotipato comunque riusciva manteneva una originalità nell'ambientazione e nei dialoghi che rinfrescava la lettura, qui invece si assapora un clima a mio parere già consueto quasi polveroso.

La novità forse è solo nei nomi dei personaggi poiché professioni e attitudini rimangono le medesime, anche i dialoghi sono assolutamente prevedibili e oramai il canone del "mostra" non "raccontare" della letteratura sfuma in un fasidioso ed eccessivo compiacimento. In poche parole ci si stufa spesso di vedere sogghignare personaggi a battute vecchie, stereotipate (anche in base alla nazione di appartenenza) e logore ma soprattutto non divertenti. non si capisce perché i presenti dovrebbero ridere o sogghignare.

Ulteriormente tutti i passaggi sono sempre gli stessi e lo sviluppo della trama sempre il medesimo, sempre lo stesso iter e gli stessi stupori che sanno un po' falso.

Tristmente questo autore, che per la verità mi era piaciuto ne "La Redenzione di Althalus", in peggiora sempre più. Rimane una lettura senzasoddisfazione.
L'ironia e le risate che caratterizzava i primi romanzi (e cicli) e la loro lettura è riamsta tutta in essi.

Ammetto che acquisterò il prossimo libro di questo ciclo, ma è soltanto una sorta di compulsione, alla collezione, una manifestazione di affetto e stima per un autore che non più quello che mi piacerebbe che fosse e che so che era. Ma spero in una "redenzione".

Ci sono libri migliori e più originali. Evitate.

mercoledì 1 aprile 2009

Il raccoglitore di anime - Recensione



Il raccoglitore di anime di Alan Campbell si presenta come un rilegato (almeno nella versione che ho io) con un'ottima copertina che evoca alcuni passaggi della narrazione. Anche la qualità della carta è promettente. Mi ricorda la carta del libro "La storia infinita" rilegata con le parti in diversi colori in base al protagonista.

Infatti anche in questo libro la storia si dipana su almeno tre figure principali: un uomo che vuile vendicare la figlia, un arconte imbelle e la sua istruttrice nonché appunto il raccoglitore di anime.

L'atmosfera cupa e decadente ricorda vagamente Tito di Gormenghast di Peake. Ma come è prevedibile nelle situazioni in cui all'autore interessa maggiormente colorare l'atmosfera, la vicenda nasconde una povertà di idee e una prevedibilità intristente. La cosa si nota già a partire dall'effimera bellezza dell'idea della città sospesa sull'abisso con corde e catene.

Fin da prima di metà libro si intuisce non troppo difficilmente il ruolo di tutti i protagonisti (vivi o morti che siano) nella vicenda. Sembra rispecchiare un canovaccio consunto.

Unica nota positiva è che non lo rileggerò mai più.


martedì 24 marzo 2009

La Matassa - Recensione


Due cugini sono divisi per oltre venti anni da liti apparenenti ai loro ascendenti. Tuttavia la morte del padre di uno dei due e la goffaggine dell'altro, li porta, per vie tortuose, a riavvicinarsi.

Uno vive quasi di espedienti trovando mariti vecchi e malati per immigrate in cerca di cittadinanza,  l'altro eredita un albergo malandato.
Sicché i problemi con parenti scontenti di nubende straniere "costringono" Ficarra ad imbrogli a danno del cugino credulone.
Infine malintesi coi mafiosi locali portano a scene comiche.

Il film è gradevole purtroppo alcune gags sanno di già visto ma in compenso la rappresentazione dei mafiosi, ma soprattutto di uno, è esilarante.
Ficarra e Picone tratteggiano una commedia degli equivoci e delle piccole bassezze umane riscattate da un senso di pietà e affetto famigliare che alla fine trava la sua strada attraverso le vicissitudini quotidiane.

Tuttavia non si può tacere che praticamente tutti i personaggi hanno una forte nota caricaturale.

Per una serata divertente



mercoledì 18 marzo 2009

I love shopping - Recensione

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Non di solo svago vive il cinefilo ma anche di importanti appuntamenti e serie visioni.

Ebbene questo non è il caso di questa "pellicola".
Il film è proprio quello che sembra: una graziosa commedia romantica, fatta di situazioni simpatiche e imbarazzanti in cui incappa la protagonista per distrazione o a causa della sua compulsione per gli acquisti.

Il film è ovviamente molto prevedibile e molto semplice nel suo svolgersi. Nulla di nuovo ma fatto con simpatia.

La nostra bella Isla Fisher sogna di diventare giornalista di moda. Non riesce, ma per rimanere vicino al suo sogno diventa giornalista economica per una rivista dello stesso editore. Qui incontra il protagonista maschile Hugh Dancy che è il suo capo.

Da qui nascono una serie di successi equivoci e attrazioni e bugie e debiti.

Gli attori son gradevoli e reggono la scena. C'è anche spazio per un cameo di John Goodman in qualità di padre risparmiatore della protagonista spendacciona.

Coinvolgenti anche i manichini delle vetrine di alta moda.

Film carino ma per appassionati. Harry ti presento Sally è comunque ancora inarrivabile.

domenica 11 gennaio 2009

Sette anime - Recensione

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Sono andato a vedere questo film volutametne all'oscuro di ogni critica e di ogni informazione. Anche mentre sto scrivendo non so cosa la critica pensi di questo film. In merito ho sentito solo l'intervista di Will Smith al TG1.

Ho tenuto questa condotta poiché dopo il precedente film della coppia Muccino-Smith molto toccante e coinvolgente, temevo uno scivolone.
Ora la domanda che mi pongo è la seguente : può piacere qualcosa di cui non si condivide il significato?

Credo che la risposta non sia agevole né facile; tuttavia il classico "dipende" è naturale conseguenza della domanda.

Andiamo con ordine senza rivelare nulla della trama.
Di questo film ho apprezzato molto la recitazione dei due protagonisti (Will Smith e Rosario Dawson) davvero intensi, sfaccettati e ,a mio avviso credibili nei loro, comunque difficilissimi, ruoli.
Il montaggio al principio è quasi fastidioso nel nascondere volutamente e quasi sfacciatamente la storia, poi proseguendo la visione e sapendo qualcosa si inizia (avendo alle spalle qualche visione dei film di Shyamalan) contestualmente ad apprezzarla anche e quasi condividerla nell'attesa di verificare le intuizioni (dopo il primo tempo abbastanza semplici) che piano piano si dipanano e si incastrano.

La storia sembra esssere volutamente extraromantica come forse neanche Qualcuno da amare o Serendipity lo eran stati (ovviamente con approccio ben differente e meno "drammatico"). Ciò sembra nascondere altri temi ben più pregnanti trattati in questa produzine con troppa disinvoltura.
Ma in realtà passando lo strato superficiale più spesso e contemporaneamente più effimero ci si addentra in temi a mio avviso a cortocircuito, non solo poiché da me non condivisi, ma anche perché razionalmente e psicologicamente labili.

Sicché in definitiva il film è fatto bene ma la storia non mi piace, ne come scelte del protagonista né come significato. In proposito sullo stesso tema sono stati fatti altri film (che non cito per non far capire il film troppo facilmente) con un approccio più approfondito e solido.

In definitiva è un film emotivametne un po' pesante fatto bene ma non lo consiglio ( soprattutto al termine delle vacanze).