venerdì 28 dicembre 2007

Bee Movie - Recensione
















Chi è sempre ligio al proprio dovere? Tradizionalmente le formiche; tuttavia anche le api sono organizzate e perfettamente disciplinate nei loro compiti.
Cosa accadrebbe se una ape, anziché essere contenta di apare tutta la vita (alias occuparsi dei propri lavori da api) decidesse prima di conoscere il mondo?

E se questa ape poi infrangesse e la regola più sacra che le api solitamente osservano, cioé quella di non parlare con gli umani?
E soprattutto cosa accadrebbe se tutte le api smettessero di apare insieme?

Il film risponde a queste domande in maniera abbastanza banale, con qualche situazione simpatica, qualche battuta divertente e poco altro, infatti è prevedibile, scontato sciatto e scipito.
Inoltre tecnicamente la realizzazione è grandemente inferiore a tutti i film di animazione che oramai siamo abituati a vedere; è inferiore anche a qualche film di una dozzina di anni fa, in confronto Toy story (pioniere del genere) era fatto meglio e aveva soprattutto più anima.


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martedì 18 dicembre 2007

Animale Candidatus

Con viva sorpresa e gratitudine per i nostri inviati, abbiamo la possibilità di pubblicare un articolo su un recente accadimento: la scoperta dell'animale Candidatus.

Il mammifero Candidatus Concorsorum, appartiene al genere degli Speranzosus della famiglia degli Scio-ergo-titolatus-sum ed ha abitudini alquanto particolari e bizzarre.

Innanzitutto è una specie nomade, la si trova spesso in città grandi, vicino ad edifici che suggeriscono la possibilità di contenere tutto il branco. Per tale motivo si hanno fondate ragioni di credere che sia un animale di tipo sociale.
Ed invero, esistono altri indizi a sostegno di questa tesi.
Esso raramente è solo nelle sue migrazioni; durante gli spostamenti collettivi assume anche vesti comuni al fine di operare una mimesi sociale, una effettiva uguaglianza, probabilmente per confondere o sviare i predatori: ciascun Candidatus, quando si dirige verso il luogo di ritrovo del Branco assume la veste di Avvilitus, mentre nella fase di dispersione del Branco preferisce quella di Abrutitus o Sversus.

Non sono chiari i cicli che esso segue per gli spostamenti, pare che tali ritmi siano scaditi da una sorta di credo religioso o testo sacro che ha le sue radici nella cultura animista: La Gazzella Ufficiale.
L'animale Candidatus ha una vera e propria devozione verso detto testo tanto che sovente, nonostante il pondero e la fatica considerevole, reca seco una notevole quantità della citata reliquia in guisa di raccolta numerata.

Altra interpretazione afferma invece che il mammifero cerchi di non sentire il distacco e la separazione con quanto è abituato a comprendere e all'uopo conduce con se quanto ha di più caro

I predatori dell'Animale Candidatus appartengono al genere dei Commissarius della famiglia In-imo-crudeles.
Nonostante il perfetto camuffamento di questi ultimi nel branco Avvilitus, essi si distinguono dalle loro prede per l'atteggimento baldanzoso e per il caratteristico passo brioso e mostrina sul petto colorata, mentre, invece, il branco è seduto a testa china su preparati di cellulosa bianca.
Qualche studioso ha anche azzardato l'ipotesi, stante la perfetta somiglianza tra Candidatus e Commissarius, che entrambi appartengano al medesimo Ordine e che quindi sia una razza cannibale.

Nulla si sa delle abitudini riproduttive, appare tuttavia evidente che esse siano particolarmente vivaci a causa del fatto che nel breve tempo in cui il mammifero de quo è stato osservato, quindi circa tre anni, esso si sia moltiplicato aumentando in questo lasso di tempo del 33%.

Altra caratteristica che si evidenzia durante gli incontri di tre giorni, sono i richiami che il Candidatus articola: "Tu quale fai?". Tale locuzione palesa il fatto che, oltre ad essere fornito di un seppur primitivo linguaggio, ha una struttura sociale complessa basata sulle funzione e sull'attività svolte.

Pare ad una prima sommaria ispezione che il menzionato ordine sociale dei Candidatus abbia una gerarchia fluida composta dai seguenti elementi:
  • Ansiosus: sembra l'elemento preposto a rappresentarsi i possibili (o meno) problemi cui il Branco andrà incontro;
  • Docendi: sembra l'elemento preposto a rendere edotti i suoi consimili della sua (non 'propria') qualifica di Scio-ergo-titolatus-sum;
  • Discenti: appartengono a questa categoria coloro che hanno la funzione di abbattere il rischio di una eccessiva varietà di comp(-iti)ortamenti al fine di ottenere una asserita benefica omogeneità del risultato;
  • Principes fori: sembra l'elemento che, con una parlantina sciolta, non fluida, articolata e complessa, palesi agli altri Candidatus quanto essi stessi siano non beneficati da una approfondita conoscenza delle manifestazione dei testi sacri, bensì semplicemente miseri facchini della materiale epifania degli stessi.
All'ovvietà detta nuova specie sarà oggetto di altri e sempre maggiormente approfonditi studi.
Ribadendo l'importanza della scoperta (paragonabile al ritrovamento di Lucy), ringraziamo il nostro inviato e certi di nuovi e maggiormente completi studi dell'animale Candidatus, ci congediamo, da Blogicout per oggi è tutto!


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domenica 9 dicembre 2007

Come d'incanto - Recensione



Nel classico solco Disney ecco un film pieno di buoni sentimenti, soavi voci canterine, belle principesse che assomigliano a Julie Andrews, animali umanizzati e mele candite avvelenate.

Il film è prevedibile, tuttavia nella storia a lieto fine si intravvede una piacevole ironia solitamente sconosciuta.

Il principe tanto bello quanto prode e stupido, le canzoncine, un po' in stile Sirenetta, che rallegrano e ritmano, gli animali... bhé New York non ha certo la fauna del bosco delle favole.

Un film senza pretese con qualche situazione divertente ottimo per essere visto in famiglia a Natale in televisione mentre si apparecchia tavola.

Sufficiente


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martedì 27 novembre 2007

La vanità motore mobile

Mentre stavo tornando a casa da una giornata di lavoro sono passato davanti ad un colorificio. Pennelli, tempere, colori ad olio, pastelli a cera, pastelli a creta e quant'altro ogni Leonardo sopito o Michelangelo sedato da una eccessiva dose di insufficienze scolastiche in materia, potrebbe desiderare.

La mia mente fragile di lavoro e golosa di soddisfazioni, alla vista di tali affascinanti strumenti e delle conseguenti possibilità che mi avrebbero aperto, mi lanciava nella dimensione della struggente contemplazione delle mie future opere; già vagavo per tavole perfette, per arditi cromatismi armonici, per prospettive accattivanti e momenti di grazia; insomma vagavo per le lande in cui il riconoscimento del bello passava per l'ammirazione delle mie opere. In cui anche e soprattutto IO ammiravo il bello attraverso l'ammirazione delle suddette.

Tuttavia io palesemente non so disegnare.

Ciò per mia fortuna mi fece atterrare davanti alla vetrina del colorificio. A dimostrazione delle mie abilità, basti rammentare la faccia che ho apposto sulla mia foto in questo blog. La mia piena capacità non supera in maniera significativa quella che serve per tale aggiunta.

Per cui se basta vedere un pennello e una tela per avere una nostalgia del dipingere visto come realizzazione di se e del mondo, mi domando quanto la VANITA' abbia a che fare con la ripresa economica della nostra nozione o in generale con l'economia.

Ciò tanto più vale quanto più la vanità ha capacità persuasive subdole e di mimesi strabilianti, nonché declinazioni pressoché infinite quanto spesso irregolari. Parafrasando un mio "collega" (basta avere un foglio e una penna in mano, giusto?) "Vanità il tuo nome è donna!": cioé mezzora allo specchio (nel migliori dei casi) ed è un'altra persona, un'altra tentazione un altro acquisto; come diceva Al Pacino ne "L'avvocato del diavolo" "Adoro la vanità!".




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sabato 24 novembre 2007

Borne Ultimatum - Recensione

Il film che conclude la trilogia di Borne.

Riassunto: Borne, ex agente segreto ora redento e memore delle proprie azioni, è ricercatissimo a causa delle informazioni che possiede. L'unico modo per uscirne è far emergere la verità (argomento questo trattato in modo superficiale e un po' ipocrita) contro tutto e contro tutti o quasi. Ovviamente al fine di avere qualche speranza di uscirne vivo.

Comunque il film, la cui trama è assolutamente classica (rasentando il prevedibile), è sostenuto da un ritmo elevatissimo che riesce egregiamente a tenere desta l'attenzione. QUesta è l'unica cosa positiva.

Certo, talvolta sembra un film sui supereroi dei fumetti... certe cose riescono solo a lui, allora teniamocelo buono... con buona pace della sospensione dell'incredulità.

Ovviamente per questo ruolo a Matt è richiesta l'espressività di un plinto del ponte sullo stretto di Messina... pertanto il film che è quasi solo azione, non ne risente ...

Che dire, se piace la saga, il genere spystory estreme, o Matt potete andare a vederlo senza rimanere delusi altrimenti evitate.


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mercoledì 21 novembre 2007

La leggenda di Beowulf - Recensione


Sulla scia dei successi dei film fantasy nonché sull'onda degli effetti sempre più sofisticati della computer grafica è arrivato sugli schermi il film "La Leggenda di Beowulf".

Il film narra la vicenda di questo eroe, divenuto a causa di ciò Re, che libera la terra di antichi amici della sua gente dalla maledizione di un mostro, il Grendel, che distruggeva e uccideva tutto e tutti.

Tuttavia occorre precisare che questo non è il solito "fantasy"!. E' ciò da cui il fantasy è scaturito: leggenda autentica, mito, eroi, azioni nobili o errori mortali.
Questa trasposizione cinematografica è perfettamente godibile, scorre piacevolmente e soprattutto, ha una trama.
Siamo abituati ad avere film finti fatti solo di effetti speciali e sorrisi con denti bianchi mentre questa volta abbiamo un film vero di sorrisi, volti e mani finti.

La storia scorre perfettamente e Zemekis e Gaiman hanno fatto un ottimo lavoro.
Il mostro Grendel (e anche altri) crea ribrezzo come se effettivamente fosse reale. I colpi che sferra fanno comunque saltare sulla sedia. Inoltre come tocco di realismo vi sono anche alcune situazioni ironiche e scambi di battute divertenti.

Unica pecca tecnica riguarda, come sempre il 3D, la resa dei particolari anatomici più difficile come la bocca e le mani degli attore virtuali; per il resto capita di chiedersi se alcune immagini siano state girate dal vivo...

Un film consigliato e davvero godibile con personaggi (per merito della trama) a tutto tondo.



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giovedì 15 novembre 2007

Cronos e Narciso

Prima o poi farò un post su questo argomento...

Intanto vi ho anticipato il titolo.


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martedì 13 novembre 2007

Gesti eclatanti per cervelli muti

Tristemente veniamo da un fine settimana in cui purtroppo una persona, mentre andava allo stadio, è morta.
Ovviamente dispiace soprattutto perché (a quanto ne so ora) il defunto sembra una persona sconosciuta agli inquirenti per fatti di violenza.
Ma a parte questo tutti retoricamente chiedono alzando il volume della voce, dando fiato a vuote logore corde vocali, avendo previamente spento il cervello, grandi segni, una reazione forte, un gesto deciso.

No.

I gesti devono essere piccoli.

Mi spiego.

In questo paese in cui il volume della comunicazione è (o convincentemente sembra) molto più importante dei contenuti, occorre ripristinare il principio di legalità. Dico ripristinare poiché anche da parte di chi al contrario dovrebbe esserne ricolmo, tenendolo sempre presente, in tutti gli schieramenti politici (appare retorica, ma ahimè non lo è) sembra essersi dileguato come neve al sole a causa dell'effetto serra o fuggito per fare compagnia all'onore anch'esso assente.

Il principio di legalità, il senso di Cosa Comune inizia ad essere diffuso, comunicato, percepito, capito, discusso, apprezzato, goduto e difeso solo attraverso le piccole cose.

Le "caste", i piccoli privilegi, i retropensieri (a pensar male si fa peccato ma si ha ragione) devono essere abbandonati.

A mio avviso come fu per New York, occorre quindi iniziare dalle piccole cose: far pagare a tutti i biglietti dei bus, far multe per le cartacce buttate per strada, far rispettare i limiti di velocità sulle strade, ecc.

Solo così si avrà una percezione forte del fatto che quanto ci circonda è frutto di conquista, di sudore, fatica e non semplice oggetto di bravate, di bersagli per i sassi o per la vernice. solo così si impara a capire il valore della conquista, del rispetto reciproco, del godere di quanto costruito.

Così diventerebbe assolutamente impensabile "santificare", a causa di una emotiva e viscerale (o meglio istintiva e animale) percezione di una eccessiva sanzione, chi ha fatto ad esempio un reato con la frase però "alla fine cosa avrà mai fatto??" "E allora i mafiosi e gli assassini?" Oppure inalberarsi per la semplice applicazione di leggi decorose nei riguardi di chicchessia. Sembra quasi che la legge, nella testa di qualcuno, debba esere applicata esclusivamente al caso più eclatante, più crudo o più strombazzato.
Invece la forza della legalità è appunto questa: SEMPRE e TUTTI.

Quindi iniziando dove è più facile, da gesti piccoli.


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domenica 4 novembre 2007

Elizabeth The Golden Age - Recensione

Il film riprende la storia inglese; più precisamente una piccola parte della vita di Elizabeth, tra cui la fortunata vittoria sulla invincibile armata spagnola.

Il film è lento. Non intendo dire solenne, no, voglio dire proprio lento. comprensivo dei lenti tradimenti a palazzo, caute le congiure, i sempre meritevoli personaggi che brillano di britannicità...
Il tutto sempre molto lento.

Tuttavia è impressionante la bravura di Cate Blanchett. Lei sola riesce a dare un po' di respiro al film con una interpretazione intensa, viva, appassionata. Mimica, gestualità, prossemica, e quant'altro da regina!

Disgusta invece, il carattere macchiettistico con cui hanno rappresentato tutti gli altri personaggi: stupidi, ossessionati, pazzi, perfidi, ingrati, come solo nelle favole grottesche o nelle parodie del Bagaglino possono trovare posto.

Quindi un film solo per puri appassionati, gli altri, a mio avviso, evitino...

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martedì 30 ottobre 2007

Amarezze varie

Vite più o meno frenetiche, affaccendate, frettolose, concitate, affollate di impegni inutili o (per fortuna) ricercati e agguantati...

In tutto questo la sana calma (bene sempre più prezioso e raro) rimane alla porta con sorriso alla Monnalisa tra il dispiaciuto, il sornione, il paziente. Peccato che il figlio rimanga dietro di lei nascosto e noi scomodi maggiordomi di noi stessi rendiamo il nostro "principale" sempre più orfano di ricchezze e sempre più privo di una nazione e di un processo mentale approfondito cui appartenere.


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